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Ad Avellino il campo largo del centrosinistra si incrina prima ancora di prendere forma. Il movimento Controvento rompe gli indugi e si sfila dal percorso avviato dal Partito Democratico, segnando una frattura politica che rischia di pesare sull’intera costruzione della coalizione.

La posizione è netta: nessuna partecipazione a un tavolo che, secondo il movimento, nasce su basi sbagliate e con un perimetro già definito dai partiti. Controvento chiude anche alla prospettiva di un’alleanza che includa riferimenti politici ritenuti incompatibili, in particolare l’area riconducibile a Marco Santo Alaia. “Noi non ci saremo”, è il messaggio politico, accompagnato dalla critica a un metodo che esclude il protagonismo civico e non mette al centro contenuti e discontinuità amministrativa.

Una presa di posizione che arriva mentre il Pd prova ad accelerare sul percorso unitario, anche dopo l’indicazione di Nello Pizza come proposta di candidatura a sindaco, sostenuta dal segretario regionale Piero De Luca. Ma proprio sul piano politico e programmatico emergono le difficoltà maggiori.

Controvento rivendica la necessità di una coalizione costruita dal basso, aperta alla società e alle esperienze civiche, ma soprattutto alternativa a logiche di gestione del potere che, secondo il movimento, hanno già caratterizzato le ultime stagioni amministrative. Da qui la scelta di non partecipare a un “campo largo” ritenuto incoerente e privo di una chiara discontinuità.

Il rischio, per il centrosinistra, è quello di presentarsi diviso ai nastri di partenza: da un lato il tentativo del Pd di tenere insieme partiti e alleati tradizionali, dall’altro pezzi di area progressista che rivendicano autonomia e un cambio radicale di impostazione. Una frattura che, se non ricomposta, potrebbe compromettere la competitività della coalizione nella corsa a Palazzo di Città.