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Si aggrava il quadro investigativo legato alle sparatorie avvenute la notte di Pasqua in contrada Alvanite. Nelle ultime ore, una seconda ordinanza cautelare in carcere è stata notificata ai due indagati, padre e figlio, già detenuti presso il carcere di Bellizzi Irpino. L’accusa resta pesantissima: tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nella prima serata del Sabato Santo, uno dei due — G.C. — avrebbe esploso diversi colpi d’arma da fuoco contro un’autovettura, utilizzando una pistola calibro 7.65 successivamente sequestrata dai carabinieri del comando provinciale di Avellino. In un primo momento, il gip Antonio Sicuranza non aveva ritenuto sussistenti gli elementi per applicare la misura cautelare. Tuttavia, l’approfondimento delle indagini ha portato alla raccolta di nuovi riscontri decisivi, facendo scattare un secondo provvedimento restrittivo. Secondo l’accusa, i colpi sarebbero stati esplosi ad altezza d’uomo, elemento che rafforza l’ipotesi di un’azione con potenziale letale.

Un passaggio chiave dell’indagine è rappresentato dal ritrovamento del veicolo coinvolto. L’auto, che secondo gli investigatori si sarebbe recata nei pressi dell’abitazione dei Capaccio, presentava numerosi fori di proiettile lungo la fiancata. I rilievi balistici avrebbero confermato la compatibilità con munizioni calibro 7.65, lo stesso tipo di arma sequestrata durante le operazioni. I due indagati compariranno nuovamente davanti al gip Antonio Sicuranza nella mattinata di lunedì alle ore 10:30 per l’interrogatorio di garanzia. Assistiti dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo, avranno l’opportunità di fornire la propria versione dei fatti e chiarire la loro posizione rispetto alle accuse contestate.

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