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Roberto Pellecchia li racconta nel suo undicesimo libro, uscito pochi giorni fa. Punti panoramici, dimore storiche, piccoli musei, spelonche profondissime, siti archeologici, cascate spettacolari, antichi cimiteri ipogei, eremi remoti, affreschi bizantini, chiese monumentali e borghi che sembrano usciti da una fiaba. Un caleidoscopio di meraviglie poco note di una regione che non smette mai di stupire per la ricchezza di tesori che custodisce.

Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie fuori dai classici percorsi turistici” introduce a un problema tipico delle aree troppo ricche di attrattori turistici conosciuti in tutto il mondo. Le aree archeologiche di Pompei, di Ercolano e di Paestum, le Isole Flegree, Capri, il Vesuvio, Sorrento, Positano e Amalfi attirano ormai da due secoli visitatori da ogni dove, per non parlare di Napoli, da anni in sofferenza per overtourism. Un eccesso di offerta che diventa anche un limite a una conoscenza più approfondita del territorio. 

Questo libro è un potente invito a guardare oltre l’orizzonte delle solite località, non c’è l’area archeologica di Pompei, ma quella di Aeclanum, non si parla del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ma del Museo delle Streghe di Benevento, non del Vesuvio, bensì del Monte Cervati. La stessa Napoli viene raccontata attraverso siti più di nicchia, come il Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi o l’Ipogeo dei Cristallini, monumenti straordinari ma talvolta dimenticati. L’isola d’Ischia viene raccontata attraverso il magico Bosco della Falanga e le sue antiche case di pietra, mentre a Capri l’autore invita a percorrere il sentiero del Pizzolungo o a visitare l’incredibile pavimento maiolicato della chiesa di San Michele Arcangelo ad Anacapri. In provincia di Caserta, ci mostra le spettacolari immagini del Teatro Tempio di San Nicola, nel Beneventano viene svelata la presenza della più grande porta megalitica d’Europa. Le pagine, arricchite con ben 408 fotografie, conducono lungo un percorso spettacolare che lascia senza fiato, alla cui fine si rimane quasi increduli e ci si pone la domanda: ma davvero esiste tutto questo?”.