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Un rapporto con luci e ombre quello presentato questa mattina presso la Sala Convegni di Palazzo De Simone, del XXIV Rapporto Inps. Micaela Gelera, membro del cda Inps ha dato una fotografia non brillantissima della situazione in Campania.

“E’ un territorio che ha criticità e peculiarità. Insieme alle isole era la Regione ce veniva erogate maggiormente  il reddito di cittadinanza. C’e’ stata quindi la sostituzione nelle situazioni di fragilità con l’assegno di inclusione. Ma i dati che vogliamo mettere in evidenza e’ che il numero di occupati rispetto a quando esisteva il reddito di cittadinanza e’ occupato.” L’Inps ha effettuato una fase di monitoraggio e proiezioni su effetti e determinate misure .  Aumento eclatante sul congedo di paternità: “E’ passato da 1 giorno a 10 giorni . La misura e’  diventata piu appetibile. I bonus asilo nido sono aumentati  in maniera consistente ma riescono a coprire solo il 54% della platea dei potenziali fruitori”. Inoltre ha aggiunto: “Bisognerebbe mantenere e rendere strutturali queste misure  che vanno a coprire quel gap”. Sul numero di occupati a tempo indeterminato ha raggiunto il livello piu alto degli ultimi anni: “Restano molto forti però le differenze rispetto ai valori medi dell’Unione Europe sull’occupazione giovanile e femminile ed oltre differenze tra il settentrione e meridione” Differenze territoriali che emergono  anche sui sussidi: “Abbiamo notato anche differenze sui bonus quelle che i genitori ricevono per i figli fino all’età di 21 anni”. Il XXIV Rapporto INPS ha fotografato la realtà complessa, contradditoria e delicata della vita sociale e del lavoro nella realtà della Campania; i contenuti del monitoraggio sono stati illustrati e presentati questa mattina presso la Sala Convegni di Palazzo De Simone da Micaela Gelera, membro del Cda Inps che non ha mancato di sottolineare le più gravi situazioni del territorio, nonché qualche sorpresa. “La Campania ha criticità e peculiarità. Insieme alle isole era la Regione in cui veniva erogato maggiormente il reddito di cittadinanza. C’e’ stata quindi la sostituzione nelle situazioni di fragilità con l’assegno di inclusione. Ma i dati che vogliamo mettere in evidenza e’ che il numero di occupati rispetto a quando esisteva il reddito di cittadinanza e’ occupato.”