“Le liste d’attesa rappresentano una delle principali criticità percepite dai cittadini e per questo è importante che oggi esista finalmente un sistema nazionale di monitoraggio capace di misurare con continuità i tempi di attesa e l’efficacia delle prestazioni“. Lo afferma Antonio Salvatore, coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di prossimità di Anci Campania, commentando i dati elaborati sulla piattaforma nazionale delle liste d’attesa prevista dal decreto 73/2024.
“Nel primo semestre del 2026 – osserva Salvatore – le prenotazioni sono aumentate del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 13,3 a 14,9 milioni, mentre il rispetto dei tempi di garanzia è cresciuto mediamente del 2%, con punte del 3% per le prestazioni urgenti”.
Secondo il responsabile del Dipartimento, “la Campania si conferma tra le realtà più virtuose del Paese: per gli esami diagnostici il rispetto dei tempi raggiunge il 96%, contro una media nazionale dell’84,6%, mentre per le prime visite si attesta all’84,5%, superiore al 78,5% nazionale“. Salvatore invita tuttavia ad approfondire anche il dato relativo all’elevata incidenza delle prenotazioni classificate come programmabili, “per evitare attribuzioni improprie delle classi di priorità e garantire un monitoraggio sempre più efficace“.
Per il presidente di Anci Campania, Francesco Morra, “i risultati confermano che quando programmazione, monitoraggio e organizzazione funzionano, i cittadini ottengono risposte migliori. Ma la sfida non può essere affrontata soltanto dal sistema sanitario regionale. I sindaci devono essere parte attiva dell’organizzazione dell’offerta sanitaria territoriale, perché sono il primo presidio istituzionale a contatto con i bisogni delle comunità“.
“Il Dipartimento Salute di Anci Campania – conclude Morra – sarà uno strumento permanente di confronto e proposta. Vogliamo costruire un lavoro stabile e condiviso con la Regione Campania, con il presidente Fico, mettendo attorno allo stesso tavolo Comuni, Asl e istituzioni sanitarie. Solo una collaborazione strutturata tra Regione e autonomie locali può rafforzare la sanità di prossimità, migliorare la programmazione e rendere più efficaci i servizi per i cittadini“.




















