Nuovo rinvio per il processo “Dolce Vita”, una delle vicende giudiziarie più rilevanti degli ultimi anni ad Avellino. L’udienza è stata infatti aggiornata al prossimo 25 settembre, segnando un ulteriore slittamento in un procedimento già caratterizzato da tempi dilatati e numerosi passaggi tecnici.
Nel corso dell’ultima udienza, il collegio ha affrontato diverse questioni preliminari sollevate dalle difese degli imputati. Tra queste, particolare rilievo ha avuto la posizione del Comune di Avellino, che aveva chiesto di costituirsi parte civile nel processo.
I giudici hanno però dichiarato inammissibile la costituzione dell’ente, accogliendo di fatto le eccezioni avanzate dalla difesa. Una decisione che incide sugli equilibri processuali, escludendo l’amministrazione comunale dal ruolo di parte danneggiata all’interno del dibattimento.
Il procedimento, che coinvolge numerosi imputati tra cui anche figure di rilievo dell’amministrazione locale, ruota attorno a ipotesi di reati gravi come corruzione, falso e associazione a delinquere, emerse nell’ambito di indagini condotte tra il 2023 e il 2024.
L’udienza appena celebrata si è concentrata soprattutto su aspetti formali e tecnici, senza entrare nel merito delle accuse, in linea con quanto già avvenuto nelle precedenti fasi del processo, spesso definite “tecniche” dagli stessi protagonisti.
Con il rinvio a settembre, il dibattimento subirà dunque una nuova pausa, mentre resta alta l’attenzione su un’inchiesta che continua ad avere forti ripercussioni anche sul piano politico e amministrativo locale.




















