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Cesc Fabregas prima della partita contro il Napoli sceglie l’equilibrio e la saggezza, elogia Conte per aver mantenuto la sua squadra a livelli alti nonostante i tanti infortuni, preferisce escludere la malafede nelle questioni arbitrali e anche sulla Champions rimanda le pagelle alla fine del campionato. Sabato al Sinigaglia pomeriggio di grande calcio fra due squadre che hanno una mentalità vincente e fra due allenatori capaci di fare la differenza. L’allievo sfida il maestro e rievoca i tempi del Chelsea, l’implacabile metodo di Conte che provoca sofferenza ma – dice Fabregas – fa volare.

“Il Napoli – esordisce – è una squadra che ha avuto tanti infortuni di giocatori importanti. Grande merito a Conte di averli mantenuti ad un livello alto. Il Napoli è cresciuto negli ultimi anni e ha fatto una grande stagione, merito del gruppo e dell’allenatore. Sarà una partita importante. Sarà una bella partita di calcio propositivo fra due squadre di grande mentalità”. Tutti disponibili nel Como, tranne Addai.

Capitolo polemiche arbitrali all’insegna del buonismo: “In Spagna si parla tanto dell’arbitro, in Inghilterra un po’ meno. Ma se ne parla sempre sfortunatamente. Non penso mai alla malafede, ci mancherebbe. Sappiamo che ci sono allenatori o giocatori di livello differente, per gli arbitri è uguale. Altrimenti non giocheremmo e non andremmo in campo. Penso ci voglia buon senso. Da quando sono migliorato in panchina e sono meno agitato, l’arbitro è più aperto a parlarti, a farti capire le cose. Siamo tutti coinvolti tutti e tutti dobbiamo aiutarci. Peccato succedano cose negative con l’arbitro che dovrebbe essere la persona meno importante in campo”.

Sugli episodi contestati durante la partita tra Atletico Madrid e Arsenal, Fabregas è cauto: “Non mi piace giudicare senza sapere esattamente cosa sia successo. Ho visto il video dell’arbitro che si gira e chiede se sia rigore ma non la vedo come una cosa drammatica. Magari in quel momento c’era una difficoltà e una persona ha voluto dargli una mano. Anche se so che in quel momento non si dovrebbe. Ma non si può giudicare in malafede, lasciamoli lavorare”.
Infine sogni e ambizioni europei: “Sulla Champions non rispondo. Ma quando Suwarso mi ha detto che avrei avuto la squadra, non sapevo se fossimo pronti. Dobbiamo pensare partita dopo partita. Manca ancora, dobbiamo aspettare. Non sai dove finirai. Se la Lazio vince la Coppa Italia e tu finisci settimo, c’è una possibilità di rimanere fuori. La possibilità esiste, io sono molto prudente. Preferisco ragionare partita dopo partita. Poi le pagelle le facciamo alla fine e come società valuteremo meglio. Ma se siamo pronti o no, non lo so. So solo che stiamo facendo una buona stagione, i ragazzi sono cresciuti tanto e speriamo possano fare altri passi in avanti”.