Archiviata la promozione in serie B, il rapper beneventano Tamburo ha scelto i social per togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo le “accuse” di aver dato il via, con il suo inno ufficiale del Benevento Calcio, ad una fase discendente della Strega.
“FATEVENE UNA RAGIONE! – ha scritto sul suo profilo. Questo post potrebbe terminare con queste tre parole, ma dato che quando distribuivano il dono della sintesi io ero in fila per quello dei discorsi prolissi, prendetevi 5 minuti e leggete con calma. Partiamo dal tema centrale: il primo Inno Ufficiale del Benevento Calcio porta la mia firma, la firma di un di un palazzinaro, la firma di un BENEVENTANO!
Quasi 4 anni fa, in un clima totalmente diverso da quello di oggi calcisticamente parlando, usciva l’Inno Ufficiale del Benevento Calcio, scritto e cantato da me. Le persone che mi affiancavano in quel periodo, soprattutto quelle che non erano miei frequentatori abituali, mi dicevano in continuazione le stesse parole: “tieniti pronto ora che esce l’inno, abbi le spalle larghe per tutto quello che potrebbe arrivare”.. allora io rispondevo di getto, peccando forse di presunzione ma non lo era e loro lo sapevano, era tutt’altro, era il mio solito “scudo” e dicevo: “le spalle larghe ce le ho già!” ed effettivamente le avevo allora, come le ho oggi… chiunque conosce un 10% Alessio o anche solo in parte TAMBURO sa di che parlo..
Il solo fatto che io ero stato preso in considerazione per realizzare quella cosa, era per me un riconoscimento più grande di quanto ancora oggi voglio ammettere, più di quanto voi possiate capire, più di quanto i più infimi direbbero “vabbè tutt u blocc e fann l’inn u benevient” come se il raggiungimento di un traguardo nel rap negli anni 2020 passasse solo se fai il feat con Geolier, ma questo è un altro argomento. Ero già pronto a tutto ciò che sarebbe arrivato (e non parlo della critica artistica che di certo non mi tange), a ciò che effettivamente arrivò e a ciò che in questi quasi 4 anni ha “portato” con sé la scia dell’inno…
Da dicembre 2022 mese in cui è uscito l’inno, sappiamo bene il momento calcistico che ha vissuto Benevento.. e come solo il beneventano sa fare, ha cercato di trovare la colpa o il cavillo in tutto ciò che era possibile farlo, inno compreso…
Sui gruppi facebook addirittura si invocava l’esorcismo e cito: “non vinciamo più perché è l’inno che porta sfortuna”, una delle tantissime frasi, forse la più in voga..
Quest’anno il Benevento ha raggiunto di nuovo la serie B, e l’ha raggiunta con (il MIO) l’inno di tutti i BENEVENTANI… FATEVENE UNA RAGIONE!
La persona che più di tutte in quel periodo si è prodigata per la realizzazione dell’inno ripeteva sempre questa cosa, nei nostri incontri, alla stampa, sui social: l’inno non sarà (non è) solo l’inno del Benevento Calcio, ma sarà un Inno per la città di Benevento, sarà un Inno che stringerà tutto il Sannio!.. cosa che però a quelli dei gruppi Facebook, a quelli del “st’inno port sfortun wajo, perciò nun vincimm chiu”, che a tutti quelli che “l’inn ce nguaiat” ecc ecc ecc, non hanno ancora capito dopo 4 anni… FATEVENE UNA RAGIONE!
E ancora, a tutti quelli che ancora oggi forse sono scontenti che l’inno l’abbia scritto un PALAZZINARO, che l’abbia scritto un Rapper (forse non l’artista che volevate voi), CHE l’abbia scritto “u figl e Michel u Tambur”, che l’abbia scritto IO, a quelli che nonostante mi hanno visto crescere hanno preferito non sostenermi perché “né interessi né compromessi”, però solo a fatti vostri perché poi quando avete il tornaconto personale o di visibilità siete disposti a tutto, ribadisco ancora una volta: FATEVENE UNA RAGIONE!
IL BENEVENTO TORNA IN SERIE B, E LO FA MENTRE IO SONO LONTANO, LO FA IL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO, LO FA FACENDO LA FESTA PIÙ BELLA CHE GLI ULTRAS E LA CITTÀ DI BENEVENTO POSSANO RICORDARE, e indovinate un po’?… lo fa con IL MIO INNO.. FATEVENE UNA RAGIONE!
TAMBURO – MI INNAMORO SOLO SE – INNO UFFICIALE DEL BENEVENTO CALCIO.
Oggi più di ieri, Alessio, Tamburo, figlio del Rione Libertà, figlio di Benevento sempre e comunque, quello con le spalle larghe!”

















