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Potrebbe essere una delle novità più significative degli ultimi anni sul fronte della legge elettorale. Dopo anni di liste bloccate e parlamentari scelti dai partiti, il Parlamento è chiamato a decidere se reintrodurre le preferenze anche per le elezioni politiche, come già avviene per le amministrative, le regionali e le europee. Un ritorno che, se approvato, consentirebbe agli elettori di indicare direttamente il candidato da eleggere, restituendo una quota di scelta oggi affidata alle segreterie dei partiti.

L’occasione è rappresentata dall’emendamento presentato da Fratelli d’Italia e condiviso dagli altri partiti della maggioranza, che sarà votato nel corso della seduta odierna. Il testo punta proprio a modificare la legge elettorale introducendo il voto di preferenza, una richiesta avanzata nel tempo anche da diverse forze di opposizione.

Proprio su questo aspetto è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha lanciato una sfida politica alle opposizioni. La premier ha chiesto che il voto avvenga a scrutinio palese e non segreto, sostenendo che questa sia l’occasione per verificare se chi da tempo invoca il ritorno delle preferenze sia realmente disposto a sostenerlo.

Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani”, ha scritto Meloni sui social, definendo il voto segreto l’unico vero ostacolo che potrebbe alterare il risultato e invitando le opposizioni a non richiederlo.

Ora la parola passa all’Aula. Nelle prossime ore si capirà se il Parlamento aprirà davvero la strada al ritorno delle preferenze anche per Camera e Senato oppure se tutto resterà invariato.