Intitolare a Giacomo Matteotti, il deputato socialista massacrato nel 1924, a 39 anni, da una squadraccia fascista, l’area ai piedi della Prefettura, tra via Stefano Borgia e Corso Garibaldi, difronte ad una Filiale di una Banca e al Campanile di Santa Sofia (nella foto)? Assolutamente no: è da respingere senza se e senza ma, la delibera, assunta nei giorni scorsi alla vigilia di due Festività civili che evocano proprio il rifiuto del Fascismo, il 25 aprile e il 1° Maggio, dalla Giunta di Clemente Mastella.
Luigi (Gigi) Nunziato, Consigliere comunale di Benevento ininterrottamente dal 1985 al 1993 nelle file del Partito Socialdemocratico, assessore alla Cultura, Turismo, Sport e Università nelle Giunte presiedute da Antonio Pietrantonio (dall’agosto 1990 al novembre 1992) e da Raffaele Verdicchio (dal novembre 1992 al novembre 1993), medico conosciuto in città anche per essere stato in servizio con incarico dirigenziale al Pronto Soccorso del “Rummo” poi “San Pio”, oggi in pensione, non ha tentennamenti.
In una lettera inviata alla Stampa, Nunziato si esprime in modo severo nei confronti dell’Amministrazione Comunale in carica ed anche di esponenti della vita politica cittadina, colpevoli di essere rimasti silenti sulla decisione.
Si tratta, infatti, di una “proposta, gravemente oltraggiosa per la nobile personalità del martire socialista, è moralmente irrispettosa e politicamente indegna di qualsivoglia considerazione”. Scrive con amarezza Nunziato: “Ho atteso invano”, Rimarca l’ex assessore, “che qualche esponente politico cittadino presente in Consiglio Comunale esprimesse la sua opportuna disapprovazione”, rispetto alla decisione di Palazzo Mosti che, com’è noto, puntava a chiudere una vicenda toponomastica assai travagliata.
Come si ricorderà, a Giacomo Matteotti era stata, infatti, intitolata alla fine della II Guerra Mondiale la piazza della Chiesa di Santa Sofia, ma, dopo oltre 40 anni, la intitolazione era stata revocata, con una decisione anche contestata, e comunque si era in attesa da tempo una nuova individuazione di un’area pubblica a Matteotti.
Ma quali sono i motivi che hanno indotto il dottor Nunziato ad un duro giudizio nei confronti della Giunta Mastella?
“La grandezza dell’uomo Matteotti», puntualizza l’ex assessore, «non potrà mai prestarsi a un così volgare baratto, né si potrà mai consentire di porre in essere un ennesimo atto camuffato da una proposta ipocritamente riparatrice. Ciò che desta ulteriore sdegno è la data di approvazione della delibera: 24 aprile 2026, la vigilia del 25 aprile, o Festa della Liberazione, come a ribadire che i fascisti lo hanno ucciso, ma voi lo avete defenestrato”.
Da qui la polemica di Nunziato: “C’è qualcuno che possa considerare distensivo e pacificatore un gesto come la cancellazione di Giacomo Matteotti a ridosso di un 25 aprile tormentato come non mai, vedi le contestazioni e i distingui, in particolare nei confronti della Brigata ebraica a Milano, perché di questo si tratta”.
Nunziato continua: “la decisione di dedicare la piazza a Giacomo Matteotti fu adottata nel 1945 dall’amministrazione comunale di Benevento, di cui era sindaco il liberale avvocato Antonio Cifaldi, il quale scoprendo la lapide dedicatoria, che era stata murata sulla facciata di palazzo Petrucciani (che affaccia appunto sulla piazza oggi Patrimonio Unesco, Ndr) , pronunciò da un rudimentale palchetto un appassionante discorso in onore del deputato socialista, il cui nome, egli disse, aveva aperto drammaticamente il “glorioso martirologio dell’antifascismo”. Prima ancora di questo evento la piazza era stata laicamente intitolata nella seconda metà dell’Ottocento al “principe Maurizio Talleyrand” da Gioacchino Murat, proprio nel periodo in cui la città di Benevento era stata affrancata dal secolare dominio dello Stato della Chiesa.




















