Morì dieci giorni dopo essere stato operato a un rene che non presentava alcuna patologia di natura oncologica, come invece diagnosticato dal primario di una casa di cura privata di Avellino. Arriva alle battute finali in sede giudiziaria nel capoluogo irpino, la vicenda di Eduardo Colacicco, vittima di un caso di presunta malasanità che risale all’ottobre del 2020.
Venerdì è fissata l’ennesima udienza davanti ai giudici del tribunale del capoluogo irpino, dove risiedeva Colacicco, per stabilire le eventuali responsabilità del primario, e con lui di altri due medici, che diagnosticarono un problema oncologico al rene destro del paziente risolvibile con un intervento chirurgico in laparoscopia. Problema che i successivi accertamenti e l’autopsia, eseguiti al decesso del paziente, avvenuto il 13 ottobre del 2020, avrebbero escluso. Nella udienza precedente, i consulenti che hanno redatto la relazione medico-legale hanno confermato questa tesi.
Sul caso interviene il figlio della vittima, Giuseppe Colacicco: “Non mi sarei mai immaginato di essere vittima di una situazione così spiacevole – dice alla vigilia della nuova udienza – anche perché riponevo estrema fiducia nel dottore. Da questo spiacevole evento la mia vita è stata completamente stravolta. A seguito della morte di mio padre, si è avuto un peggioramento repentino dello stato di salute di mia madre. Ho sempre riposto estrema fiducia nella giustizia, anche perché svolgo il lavoro di avvocato e non potrei avere una opinione diversa, però posso dire al contempo che non sono mancate circostanze in cui sicuramente la mia profonda fiducia ha vacillato.
Mi riferisco più precisamente alle lungaggini della giustizia, se pensiamo semplicemente che tra l’evento morte di mio padre ad oggi, siamo solo agli inizi della fase dibattimentale del processo. Nessuno potrà riportare in vita mio padre – conclude – ma la giustizia dovrà riconoscere le responsabilità di ciascuno e mi auguro, in qualche modo, che tutto quello che è successo alla mia famiglia non capiti a nessun altro”.

















