Si è conclusa con un’assoluzione la vicenda giudiziaria che vedeva imputato S. T., 47 anni, di Benevento, finito sotto processo con l’accusa di aver percepito indebitamente il Reddito di cittadinanza. Secondo quanto contestato inizialmente, l’imputato avrebbe presentato tre domande all’INPS per ottenere il beneficio economico previsto dal Decreto Legge n. 4 del 2019, omettendo di indicare informazioni ritenute dovute relative a precedenti condanne per violazione dell’articolo 73 comma 5 del Testo unico sugli stupefacenti, divenute irrevocabili nel novembre 2017.
L’accusa sosteneva che, attraverso tali omissioni, l’imputato fosse riuscito a ottenere per sé e per il proprio nucleo familiare un importo complessivo di 4.623,30 euro, corrispondente a 462,33 euro mensili per dieci mensilità, somme erogate dallo Stato nell’ambito della misura di sostegno economico.
La vicenda è arrivata dinanzi al Tribunale di Benevento, dove nella giornata odierna si è celebrata l’udienza predibattimentale davanti alla giudice Monaco. Su scelta dell’avvocato Michele Ciruolo, il procedimento è stato definito con rito abbreviato.
Al termine dell’udienza, il giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione ai sensi dell’articolo 530, comma 1, del codice di procedura penale, con la formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Secondo quanto stabilito dal Tribunale, infatti, la condotta contestata non integra la fattispecie prevista dall’articolo 7, comma 2, del Decreto Legge n. 4/2019, norma che disciplina le ipotesi di indebita percezione del Reddito di cittadinanza.




















