Esce domani, martedì 12 maggio, nelle librerie ‘Un cuore bruciato’, la storia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto a seguito di un trapianto di cuore andato male con l’organo da trapiantare arrivato bruciato a Napoli, raccontata dalla madre Patrizia Mercolino e dal legale della famiglia Francesco Petruzzi.
Nelle 112 pagine del libro edito da Piemme la donna riavvolge il nastro della sua dolorosa esperienza ripercorrendo tutti i passaggi dell’odissea vissuta negli scorsi mesi. Una lunga lettera d’amore a suo figlio, perché non venga mai dimenticato e perché continui a vivere attraverso queste pagine: raccontarsi e raccontare diventa un modo per parlare di nuovo, e per sempre, a chi non c’è più.
“Domenico è già nel mio cuore – scrive – ma non basta, ho bisogno di fare qualcosa per lui. Scrivere è il modo che ho trovato per non lasciarlo andare, per farlo vivere ancora, per farlo restare con me, eterno”.
Patrizia ha quarantadue anni quando scopre di aspettare Domenico: un dono inatteso, accolto con gioia e un pizzico di timore, il terzo di tre figli. Il calvario comincia in una sera qualunque: il bambino piange, un pianto strano, disperato, che l’istinto materno individua subito come pericolo. Giunto in ospedale, gli viene diagnosticata una miocardiopatia dilatativa. Da quel momento, l’esistenza di Patrizia si trasforma in un esercizio di precisione e abnegazione: dosi da diluire, orari da rispettare al minuto, dodici diverse medicine da somministrare senza margine d’errore, un corpo a corpo costante per proteggere quel cuore già troppo stanco per pompare. Poi, nel dicembre 2025, una telefonata improvvisa annuncia il miracolo: c’è un organo compatibile proveniente da Bolzano, la possibilità di uscire finalmente dall’incubo.
In realtà è solo l’inizio della fine, perché una lunga catena di errori umani porterà quel cuoricino a essere inutilizzabile, nonostante gli sforzi, le preghiere e la tenace speranza. Domenico si spegnerà il 21 febbraio scorso. Mercoledì 13 il libro verrà presentato a Napoli nel corso di un appuntamento alla libreria Feltrinelli di Chiaia.
Nelle 112 pagine del libro edito da Piemme la donna riavvolge il nastro della sua dolorosa esperienza ripercorrendo tutti i passaggi dell’odissea vissuta negli scorsi mesi. Una lunga lettera d’amore a suo figlio, perché non venga mai dimenticato e perché continui a vivere attraverso queste pagine: raccontarsi e raccontare diventa un modo per parlare di nuovo, e per sempre, a chi non c’è più.
“Domenico è già nel mio cuore – scrive – ma non basta, ho bisogno di fare qualcosa per lui. Scrivere è il modo che ho trovato per non lasciarlo andare, per farlo vivere ancora, per farlo restare con me, eterno”.
Patrizia ha quarantadue anni quando scopre di aspettare Domenico: un dono inatteso, accolto con gioia e un pizzico di timore, il terzo di tre figli. Il calvario comincia in una sera qualunque: il bambino piange, un pianto strano, disperato, che l’istinto materno individua subito come pericolo. Giunto in ospedale, gli viene diagnosticata una miocardiopatia dilatativa. Da quel momento, l’esistenza di Patrizia si trasforma in un esercizio di precisione e abnegazione: dosi da diluire, orari da rispettare al minuto, dodici diverse medicine da somministrare senza margine d’errore, un corpo a corpo costante per proteggere quel cuore già troppo stanco per pompare. Poi, nel dicembre 2025, una telefonata improvvisa annuncia il miracolo: c’è un organo compatibile proveniente da Bolzano, la possibilità di uscire finalmente dall’incubo.
In realtà è solo l’inizio della fine, perché una lunga catena di errori umani porterà quel cuoricino a essere inutilizzabile, nonostante gli sforzi, le preghiere e la tenace speranza. Domenico si spegnerà il 21 febbraio scorso. Mercoledì 13 il libro verrà presentato a Napoli nel corso di un appuntamento alla libreria Feltrinelli di Chiaia.




















