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C’è un dolore che non trova pace, non solo perché la morte strappa via gli affetti più cari, ma perché quella morte ha un nome preciso, un’origine evitabile e un colpevole ancora senza volto definitivo: l’amianto.

Franco Pastore se n’è andato a 64 anni, stroncato dal mesotelioma. Era uno dei ragazzi di “quella maledetta fabbrica”, l’Isochimica di Avellino. La sua scomparsa non è solo un lutto privato per i figli, il nipotino che era la sua ragione di vita e e o colleghi che poi sono diventati amici di una vita come Carlo Sessa; è un atto d’accusa a cielo aperto contro una giustizia che non è mai arrivata nella sua interezza

Il ricordo dei colleghi è straziante. Quarantatré anni di fratellanza nati tra i capannoni di via Borgo Ferrovia, dove si scoibentavano le carrozze ferroviarie respirando fibre killer senza protezione. Sei stato un vero amico, uno dei pochi di cui potevo fidarmi”, scrive Carlo Sessa. “Hai lottato con coraggio contro quel male terribile, la forza te la dava quel meraviglioso nipotino. Volevi vivere per lui. Persone infami ti hanno tolto la vita prematuramente, scrive Sessa.

La rabbia degli ex operai è rivolta a un sistema che non ha protetto, non ha prevenuto e che oggi offre risarcimenti tardivi e una giustizia dai tempi infiniti, che sembra attendere la scomparsa naturale di tutti i testimoni.

La giornata di domani sarà divisa tra il dolore dell’addio e la necessità della denuncia:

  • La Voce dei Lavoratori: Alle ore 09:00, presso il Circolo della Stampa si terrà una conferenza stampa degli ex lavoratori Isochimica con Rifondazione COmunista che con il Segretario Tony Della Pia da decenni chiede giustizia, 

  • L’ultimo saluto: Nel pomeriggio, alle ore 16:00, si terranno i funerali di Franco Pastore presso la chiesa di Monserrato, nella frazione Ospedale di Contrada. Il corteo partirà dall’abitazione in Via Tufara.