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La “Venere degli Stracci” deve restare tra la gente, nel cuore vivo della città, e non essere collocata in uno spazio chiuso o ecclesiastico. È questa la posizione del Comitato Portosalvo, che interviene nel dibattito sul futuro dell’opera simbolo di Michelangelo Pistoletto proponendo una sistemazione all’aperto in due luoghi fortemente identitari di Napoli: Porta Capuana oppure Piazza Mercato.

Secondo il Comitato, l’opera perderebbe parte del suo significato se venisse “confinata” all’interno di una chiesa o di uno spazio separato dalla quotidianità urbana. La “Venere degli Stracci”, spiegano, nasce per dialogare con la società contemporanea, con le sue contraddizioni e con il rapporto continuo tra bellezza, fragilità e trasformazione sociale.

“La Venere degli Stracci appartiene alla città, non a un luogo separato dalla vita urbana. Deve stare all’aperto, tra le persone, nei quartieri popolari e storici di Napoli, dove il rapporto tra bellezza e fragilità è ancora vivo e quotidiano”, sottolinea il Comitato Portosalvo.

La proposta individua in Porta Capuana e Piazza Mercato due luoghi altamente simbolici per la storia e l’identità napoletana: spazi attraversati da commerci, culture, tensioni sociali e nuove energie civiche. Qui, secondo il Comitato, l’opera potrebbe trasformarsi in un segno permanente di rigenerazione urbana e culturale.

L’obiettivo è aprire un nuovo dialogo tra arte contemporanea e spazio pubblico, riportando al centro del dibattito aree della città spesso considerate marginali rispetto ai grandi circuiti culturali.

“Napoli non ha bisogno di opere chiuse nei recinti istituzionali, ma di presenze artistiche capaci di generare partecipazione, identità e visione urbana”, conclude il Comitato, lanciando un appello alle istituzioni culturali e all’amministrazione comunale affinché venga avviato un confronto pubblico sulla collocazione dell’opera.