È il modus operandi che abbiamo già visto con l’ex edificio scolastico di via Mandato venduto lo scorso anno: si spacciarono quelle operazioni per opportunità, quando in realtà erano solo toppe su un deficit ormai strutturale.
Il capogruppo di minoranza affonda: “Coprire un deficit strutturale attraverso la vendita sistematica del patrimonio pubblico non è una soluzione, è un vicolo cieco. È la differenza tra curare la causa di una malattia o limitarsi a prendere un antidolorifico, il sintomo scompare per un giorno, ma il dolore si ripresenterà puntualmente.
Il peso di questi debiti – conclude Scocca – non è certo imputabile ai cittadini di Pietrelcina, bensì a chi ha governato negli ultimi anni. Non si può pensare di amministrare un Comune riducendolo a un ufficio di liquidazione del patrimonio pubblico. Di fronte a questa costante erosione del bene comune, riteniamo ormai necessaria una consultazione popolare. I cittadini hanno il diritto di esprimersi sulla gestione del patrimonio di Pietrelcina”.




















