La Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane sul territorio (Claii) e Benevento Domani approfondiscono il tema della gestione dei rifiuti con un ciclo di seminari. Il primo appuntamento si è svolto a Benevento che ha approfondito in particolare il problema del sistema tariffario che grava su ciascun contribuente sannita. Il tema è stato discusso nel contesto della riorganizzazione della gestione del sistema secondo la programmazione indicata dall’Ente d’Ambito di sei distretti territoriali. La strategia non appare congrua alla Claii sia per quanto riguarda le ripercussioni sull’entità delle tariffe e quindi sui portafogli dei sanniti, sia per la confusione che ne deriverebbe anche sotto il profilo delle mansioni degli operatori. Le perplessità insomma portano a ritenere che si vada verso una gestione ancora più farraginosa e quindi più costosa di quella attuale in una materia centrale per la qualità della vita dei cittadini e per ogni per ogni amministrazione comunale. E’ infatti fondamentale per i Comuni assicurare una gestione virtuosa dei rifiuti, al punto che questa costituisce una delle priorità e una delle fondamenta della propria esistenza in vita. Presenti in sala il sindaco di Frasso Telesino Pasquale Viscusi e l’ex sindaco di Benevento Pasquale Viespoli.
Nel corso del confronto l’ex presidente della Camera di Commercio Antonio Campese ha denunciato anche l’estromissione del mondo delle imprese in questa nuova governance che mostra la corda in più di un aspetto. Per Nicola Boccalone, Dirigente della Provincia, ma che oggi si presentava nelle vesti di leader di Benevento Domani, una Associazione politica esiste un paradosso: al nord la raccolta differenziata premia la cittadinanza, mentre nel Sannio, dove la raccolta differenziata ha raggiunto posizioni da massimi nazionali, la tariffa aumenta o quanto meno non diminuisce. Conta e molto anche la questione delle infrastrutture. Boccalone dice che nel Sannio la questione del ciclo integrato dei rifiuti è fermo da 16 anni e gli Ambiti territoriali, nonostante una legge regionale decennale che disciplina la materia, non sono ancora pienamente operativi ed efficienti e i rifiuti vengono smistati fuori provincia con enorme esborso economico per le tasche dei contribuenti. Una condizione che rende impossibile una sana e virtuosa gestione di cui non si vedono tracce all’orizzonte. Per Giuseppe Pancione, ex responsabile ambiente di Confindustria e imprenditore, è tutta questione di una classe dirigente a suo dire inefficiente. “Se si è fermi da sedici anni la colpa è di questa classe dirigente che va mandata in soffitta”, ha detto. Le competenze non si acquistano al supermercato, ma vanno acquisite con lo studio e con la competenza, tutti ingredienti che mancano agli attuali “padroni del vapore”.
L’ultimo deliberato dell’Ente d’Ambito di Benevento, e soprattutto quello relativo allo spazzamento e della raccolta dei rifiuti sono sotto accusa. il Consiglio ha deliberato di estendere a 10 anni la fase transitoria, e Benevento Domani mette sotto accusa questo provvedimento.
Campese ha rimarcato: “Un sindaco non puo’ essere espropriato di una funzione che i cittadini gli imputano poi direttamente”. Per Campese infine si tratta di un atto improvvido e inopportuno. Giuseppe Pancione, ex responsabile ambiente di Confindustria e’ stato netto:” Siamo indietro di 30 anni. Non e’ mai stati applicata una corretta gestione di economia circolare. Noi siamo ancora fermi ad una valutazione impatto ambientale. E’ assurdo perché non abbiamo nessuna tempistica”.
Senza mezzi termini Pancione l’ha definita un sistema fallimentare: “Ogni cosa che si farà ora diventerà pericoloso. Andremo a gestire in emergenza un qualcosa dove servirebbe programmazione. Occorre azzerare la classe dirigente che ha fallito”.
Infine ha concluso: “Servirebbe una classe dirigente competente che si acquiscono con lo studio e con l’intelligenza”.
Per Nicola Boccalone che guida l’associazione Benevento Domani: “L’ultimo deliberato dell’ente d’ambito aggraverà’ tutto aumentando i costi di gestione i costi di investimento e aumenterà tutto in un territorio già fragile demotivando un imprenditoria locale”.
Boccalone ha anche attaccato sullo Stir di Casalduni ormai chiuso da 10 anni dopo un incendio: “Siamo fermi a 16 anni fa. Siamo in una situazione di blocco totale perché nel 2011 con in campo le società provinciali in una fase emergenziale. Oggi sono ancora loro che operano ma ad oggi non c’e’ nessun piano dei rifiuti definitivo. Noi continuiamo a mendare al nord i nostri rifiuti e i nostri soldi”.




















