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Quello che arriva in redazione non è un semplice comunicato stampa, ma un manifesto che racconta, ricorda, condivide. A 80 anni dal Referendum istituzionale del 1946, le associazioni torresi chiamano la città a raccolta martedì 2 giugno alle 18.30 in Via Gino Alfani, sotto al vecchio pino della curva. Libera contro le Mafie “Raffaele Pastore e Luigi Staiano”, ANPI “Maria Penna e Rocco Caraviello”, Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno”, La Voce della Provincia e Catena Rosa firmano un appello per non lasciare passare in silenzio l’anniversario.

Torre Annunziata nel ’46 non ebbe dubbi, da città liberale e antifascista scelse la Repubblica contro la monarchia sabauda. Oggi, dicono i promotori, serve ritrovare senso di appartenenza e coscienza civica partendo dalle radici. Il pino che “si piega ma non si spezza” è il simbolo scelto e richiama Gino Alfani, socialista che non si piegò al fascismo, e la stessa Torre Annunziata ferita da camorra e disuguaglianze ma ancora in piedi.

A chiudere la serata il gruppo folk “Quelli della Curva”, per unire memoria civile e cultura popolare. Perchè il pensiero va anche alle donne e ai popoli che ancora non vivono in democrazia. “Viva la Repubblica, viva la Democrazia, viva Torre Annunziata” si legge a caratteri cubitali sulle locandine affisse in città.