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Con il decesso di Hossain Sakil, il ventiseienne operaio di origini bengalesi travolto da una trave mentre allestiva le giostre a Lioni, l’inchiesta giudiziaria della Procura di Avellino si sposta su un binario cruciale. Il magistrato di turno ha infatti disposto l’esame autoptico sulla salma del giovane, un passaggio medico-legale indispensabile per fare piena luce sulle cause del decesso e accertare le precise responsabilità.

La salma del giovane è stata trasferita presso la camera mortuaria dell’ospedale “Moscati” di Avellino, dove è stata posta sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore il pubblico ministero incaricato affiderà formalmente l’incarico a un medico legale per l’esecuzione dell’autopsia.

I medici legali dovranno stabilire con esattezza il nesso di causalità tra l’impatto subìto dal giovane la sera di domenica 24 maggio – quando fu colpito violentemente alla testa da una trave di un’altalena in movimento nell’Area 7 di Lioni – e il decesso sopraggiunto venerdì pomeriggio dopo cinque giorni di agonia nel reparto di rianimazione.

L’esito degli accertamenti autoptici sarà determinante per la riformulazione del capo d’imputazione da parte degli inquirenti, che ora si profila come omicidio colposo.

Mentre si attende il conferimento dell’incarico per l’autopsia, i Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi, coordinati dalla Procura avellinese, proseguono i rilievi tecnici sul luogo dell’incidente. L’esame del medico legale andrà infatti a incrociarsi con le verifiche sulla dinamica dell’incidente e sul rispetto delle stringenti norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Al vaglio degli inquirenti ci sono la posizione contrattuale del giovane, la regolarità delle procedure di montaggio e collaudo delle strutture mobili per la festa di San Bernardino e i dispositivi di protezione individuale in possesso dell’operaio al momento dell’impatto.

Solo dopo il completamento dell’autopsia, l’autorità giudiziaria firmerà il nulla osta per la liberazione della salma, permettendo così alla famiglia di Sakil – che lascia la moglie e una bimba neonata – di procedere con il rito funebre.