Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma di Pompeo Taddeo (Cgil fp), Giovanni De Luca (Uil fp) e Gabriele Prodo (Cisl).
Le scriventi organizzazioni sindacali hanno ricevuto nei giorni scorsi la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento che coinvolgerebbe circa 16 lavoratori della Clinica Gepos di Telese Terme.
La struttura, recentemente acquisita dalla famiglia Di Pietro, già proprietaria di importanti realtà sanitarie come la clinica di Piedimonte Matese e la Clinica Villa dei Pini di Avellino, rappresenta da anni un punto di riferimento per il territorio e una vera eccellenza nel settore sanitario, con un valore stimato di quasi 10 milioni di euro di badge dalla regione Campania.
A fronte di questo importante investimento, oggi ci troviamo a dover fare i conti con una decisione che prevede il licenziamento di oltre 16 unità lavorative: 8 infermieri, un medico radiologo, 2 tecnici di laboratorio, un impiegato amministrativo, oltre a personale addetto alla cucina e ai servizi di supporto.
Parliamo di professionisti che per anni hanno contribuito, con sacrificio, competenza e senso di responsabilità, alla crescita e all’affermazione della struttura, rendendola un fiore all’occhiello della sanità territoriale.
Come organizzazioni sindacali ci opporremo con ogni mezzo legittimo a questo provvedimento e rivolgiamo un appello alle istituzioni affinché intervengano con azioni concrete. Coinvolgeremo l’ASL competente, la Prefettura e tutti gli enti preposti fino a quando questa procedura non verrà immediatamente ritirata.
È inaccettabile parlare di licenziamenti in un territorio già fortemente penalizzato sotto il profilo occupazionale. Ancora più incomprensibile appare la scelta di ridurre il personale infermieristico in un momento storico in cui, a livello nazionale, si denuncia una cronica carenza di infermieri.
Chi acquisisce una realtà aziendale deve assumersi anche la responsabilità delle problematiche esistenti e programmare soluzioni sostenibili, non scaricare i costi esclusivamente sui lavoratori. Già nei primi mesi di gestione, infatti, è stata eliminata unilateralmente l’indennità di reperibilità per il personale della sala operatoria, una voce retributiva consolidata da oltre vent’anni e pari a circa 120 euro mensili.
La protesta è appena iniziata. Metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per ottenere il ritiro dei licenziamenti e la tutela dei posti di lavoro. Chiederemo inoltre all’ASL di Benevento di effettuare le opportune verifiche sulla pianta organica e di avviare controlli approfonditi sull’organizzazione complessiva della struttura.
Ribadiamo con forza che un’impresa si costruisce insieme ai lavoratori e valorizzando le professionalità presenti, non attraverso il loro licenziamento.
Il nostro motto resta lo stesso: chi lotta può vincere, chi non lotta ha già perso.




















