Movimento “No Autonomia differenziata”, domani a Napoli assemblea pubblica nazionale. La manifestazione sarà presso la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, al Maschio Angioino, dalle 9.30 alle 16.30. A promuoverla sono i Comitati per il ritiro di ogni Autonomia differenziata, Il Tavolo no Ad e il Coordinamento campano contro l’Ad, dal 2018 attivi “per contrastare il progetto di frantumazione del Paese e di attuazione di quella che è stata efficacemente definita ‘la secessione dei ricchi'”.
“Il voto referendario sulla magistratura – afferma una nota – ha detto con forza e chiarezza che la Costituzione non si tocca e non si deve toccare, a difesa dei diritti di libertà e sociali, e ha sostanzialmente cancellato dall’agenda politica il premierato. Giovani e Mezzogiorno, con il loro voto, hanno sconfitto Giorgia Meloni. Con questo voto referendario si sono cancellate due deforme della Costituzione”. Tuttavia, gli attivisti si dichiarano allarmati. “E vogliamo trasmettere il nostro allarme” spiegano. “C’è un’insidia che – sostengono – continua a minacciare il nostro Paese, l’Autonomia Differenziata; il ministro leghista Calderoli lavora in silenzio, ma con determinazione, portandola avanti”.
Il Movimento del No avverte: “Troppi – distratti – la considerano archiviata con la sentenza 192/2024 della Corte Costituzionale. La Consulta, ponendo dei paletti, certamente ha modificato la drammaticità della situazione precedente; però il Governo deliberatamente li ignora”. E così, secondo gli attivisti, “con le pre-Intese con quattro Regioni del Nord e con il ddl Calderoli sui Lep, attualmente in Senato – l’Autonomia differenziata ha ripreso il cammino; che va, invece, bloccato”. Per i promotori dell’assemblea, “lo schema delle quattro preintese è illegittimo”. “Mentre lo stesso articolo 116, terzo comma – asseriscono -, pone come condizione necessaria della devoluzione l’individuazione di ragioni specifiche della differenziazione, le preintese prevedono per le quattro Regioni la devoluzione delle stesse identiche quattro materie. Sono il Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Veneto Regioni identiche per popolazione, livelli produttivi, caratteristiche socio-economiche? La Corte Costituzionale, nella sentenza 192/2024, ha ribadito che occorrono, per procedere con la devoluzione, motivazioni e analisi specifiche funzione per funzione e territorio per territorio e ha esplicitamente ribadito che non si possono e non si devono trasferire materie, ma singole funzioni. Invece, con le preintese, si vogliono predisporre trasferimenti di competenze relative ad ambiti legislativi complessivi come la gestione della previdenza complementare, che attiene al diritto alla pensione e alla gestione del risparmio (materie di rango costituzionale!); la determinazione differenziata per territorio delle tariffe sanitarie, che tocca l’art. 32 della Costituzione; il riconoscimento delle qualifiche estere e la formazione professionale, che sono ambiti disciplinati a livello nazionale e di Unione europea; infine, la protezione civile, materia che può riguardare addirittura l’esercizio della libertà di movimento”. Nell’assemblea di domani, si promettono ulteriori chiarimenti.




















