Spulciare le decisioni del giudice sportivo regala sempre qualche piccola perla, storie curiose che, allo stesso tempo, fanno riflettere.
Stavolta la storia arriva dal torneo Under15, campionati giovanili quindi, e la gara in questione e’ quella tra l’Alba Sannio e l’Aurelio Massimo Pacillo, gara vinta da quest’ultima per due a uno. E fin qui tutto tranquillo, tutto nella norma.
Solo che la squadra sconfitta, l’Alba in questo caso, ha presentato ricorso vedendoselo accolto con la non omologazione del risultato e la vittoria a tavolino. E anche questo, nel mondo del dilettantismo puo’ accadere. Ma e’ il motivo che merita uno spunto di riflessione.
L’Alba ha presentato ricorso perche’ l’Aurelio Massimo Pacillo ha presentato due giocatori sotto eta’ e cioe’ al di sotto dei 13 anni previsti da regolamento. Infatti per prendere parte al torneo Giovanissimi bisogna avere 13 anni, essere nati nel 2013 e averli compiuti. Della Pacillo, due, invece, a questa soglia non ci arrivavano, entrambi erano 2014. E nonostante tutto hanno vinto ma per l’Alba non era accettabile, bisognava presentare ricorso.
Una situazione amara, certo esistono i regolamenti e vanno rispettati ovviamente quindi chi presenta ricorso per un torto non deve essere demonizzato ma l’idea di rivalersi cosi’ dopo una sconfitta contro una squadra che presentava dei dodicenni lascia quel pizzico di amaro in bocca. Si tratta di ragazzini ai quali va insegnato che le regole esistono e vanno rispettate ma bisogna anche inculcargli che a questa eta’ il risultato non deve essere la priorita’. Invece in questo caso emerge proprio questo messaggio, la vittoria prima di tutto, anche in gare tra tredicenni.
Peccato, sarebbe stato un bel messaggio se l’Alba avesse accettato la sconfitta dando merito a una squadra che ha vinto la gara nonostante ci fossero i sotto eta’. Forse sarebbe stato il messaggio migliore da regalare ai propri piccoli. Accettare il verdetto anche se c’e’ stato un errore. A questa eta’, si poteva sicuramente accettare e stringere la mano all’avversario che e’ stato semplicemente piu’ bravo. E all’Aurelio Massimo Pacillo c’e’ poco da dire, se non fare maggiore attenzione perche’ nel calcio nulla viene perdonato a quanto pare. Neanche l’aver dimostrato sul campo di essere stati piu’ bravi.
Eh si’ perche’ questa e’ la considerazione piu’ importante: che vantaggio avrebbe potuto trarre una squadra che mette in campo due giocatori piu’ piccoli, entrati dalla panchina, che affrontano ragazzi piu’ grandi? La risposta la diamo noi: nessuno.




















