Finire in una lista elettorale senza aver mai accettato la candidatura. È la vicenda che oggi riporta sotto i riflettori una delle esperienze politiche nate attorno a Clemente Mastella e a Noi di Centro. Una storia che risale alle Politiche del 2022 ma che adesso approda nelle aule giudiziarie, con la Procura di Roma che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex senatore Raffaele Fantetti. Al centro dell’inchiesta c’è una candidatura nella lista “Mastella-Noi di Centro-Europeisti” che, secondo l’accusa, sarebbe stata presentata senza il consenso della diretta interessata.
La donna al centro della vicenda è Valentina Maria Carmela Parisi, consulente legislativa con quasi vent’anni di esperienza tra Camera e Senato. È lei, assistita dall’avvocato Luigi Annunziata, ad aver denunciato di essersi ritrovata candidata nel collegio dell’Umbria senza aver mai firmato alcuna accettazione.
Secondo la ricostruzione della Procura di Roma, dietro quella candidatura ci sarebbe l’ex senatore Raffaele Fantetti, avvocato, parlamentare di Forza Italia dal 2018 al 2022 e successivamente presidente del movimento Europeisti. Il pubblico ministero Claudio Santangelo ha chiesto il suo rinvio a giudizio contestandogli la presunta formazione di una falsa dichiarazione di accettazione della candidatura e l’autenticazione di una firma che non sarebbe mai stata apposta dalla diretta interessata.
Nella denuncia, Parisi racconta di aver conosciuto Fantetti per ragioni professionali e di aver collaborato all’organizzazione della campagna degli Europeisti nell’estate del 2022. In una prima fase avrebbe anche valutato una possibile candidatura, salvo poi decidere di rinunciare e comunicarlo chiaramente agli organizzatori.
La vicenda sembrava chiusa. Almeno fino al 13 settembre 2022, appena dodici giorni prima del voto, quando scopre di essere candidata nella lista “Mastella-Noi di Centro-Europeisti” in Umbria.
Proprio il collegio umbro sarebbe stato decisivo. Secondo quanto riferito dalla stessa Parisi, il coordinatore organizzativo degli Europeisti le avrebbe spiegato che il suo passo indietro rischiava di creare problemi alla presentazione della lista, che avrebbe avuto difficoltà a raggiungere il numero minimo di candidature necessario. Lei sostiene di aver ribadito il proprio rifiuto. Eppure il suo nome sarebbe comparso ugualmente tra i candidati.
Per la Procura, la dichiarazione di accettazione della candidatura non sarebbe mai stata resa dalla consulente legislativa, che avrebbe invece espresso il proprio diniego. Da qui la richiesta di processo per Fantetti.
Sarà ora il giudice a decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio. Resta una vicenda che riporta inevitabilmente l’attenzione su quella lista elettorale e su una candidatura che, almeno secondo l’accusa, sarebbe comparsa sotto il simbolo di Mastella senza che la candidata ne fosse mai stata realmente informata.




















