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“Questa promozione è il premio per tutti i sacrifici fatti durante l’anno”. Nelle parole di Ciro Dell’Imperio, pronunciate pochi minuti dopo la sirena finale del PalaCalafiore, c’è probabilmente la chiave più autentica per leggere il trionfo della Scandone Avellino. La vittoria contro la Viola Reggio Calabria non rappresenta soltanto il successo di una singola partita o di una serie playoff combattutissima: è il punto d’arrivo di un percorso costruito giorno dopo giorno, tra difficoltà, cambi di rotta e una crescita costante che ha trasformato una squadra ambiziosa in una formazione vincente.

Vincere in un ambiente così caloroso e coinvolgente rende questa serata ancora più speciale – ha sottolineato il coach –  La Viola ha dimostrato tutto il valore di una società storica, sostenuta da un pubblico straordinario che ha creato un’atmosfera da categorie superiori. È stata una partita intensa, equilibrata e giocata con grande correttezza da entrambe le squadre. Dopo il passo falso di gara due avevamo il dovere di reagire e i ragazzi hanno risposto nel migliore dei modi, seguendo con attenzione le indicazioni preparate. Portiamo a casa un successo importante contro un avversario di assoluto livello“.

La promozione in Serie B Nazionale assume un valore ancora più significativo se si considera il contesto nel quale è maturata. Avellino si è trovata più volte davanti a ostacoli che avrebbero potuto compromettere la stagione. Lo stesso Dell’Imperio, arrivato a dicembre con il compito di dare nuova linfa al progetto tecnico, ha dovuto lavorare non soltanto sugli aspetti tattici, ma soprattutto sulla mentalità del gruppo. Il risultato finale racconta di una squadra capace di assimilare la sua filosofia, sviluppando una straordinaria identità competitiva.

La finale contro la Viola è stata lo specchio perfetto della stagione biancoverde. Quando la Scandone ha avuto la possibilità di scappare, lo ha fatto grazie alla qualità del proprio gioco; quando invece Reggio Calabria è rientrata in partita, sospinta dall’entusiasmo di un PalaCalafiore gremito e dalle giocate dei suoi leader, Avellino non ha perso lucidità. È proprio questo l’aspetto che più ha impressionato nel corso della serie: la capacità di gestire la pressione senza smarrire certezze e principi.

Nel momento decisivo sono emersi gli uomini simbolo. Scanzi ha confermato di essere molto più di un semplice terminale offensivo, assumendosi responsabilità pesantissime quando il pallone scottava. Donda ha garantito presenza fisica e punti fondamentali, mentre Vitale ha colpito con freddezza nei possessi che hanno spezzato definitivamente l’equilibrio. Ma sarebbe riduttivo limitare il successo ai singoli. La vera forza della Scandone è stata la dimensione collettiva, quella a cui Dell’Imperio ha voluto rendere omaggio ringraziando staff, società e giocatori.

Le sue dichiarazioni raccontano infatti una vittoria condivisa. Il riferimento alla sconfitta di gara 2, vissuta come una grande occasione sprecata davanti al pubblico di casa, evidenzia quanto il gruppo abbia saputo trasformare una delusione in energia positiva. In molti, dopo quella serata, avevano iniziato a nutrire dubbi sulla capacità degli irpini di completare l’opera. La risposta è arrivata sul campo, con due prestazioni di grande maturità che hanno certificato la solidità mentale della squadra.

Ora per la Scandone si apre una nuova fase. La Serie B Nazionale rappresenta un campionato più impegnativo e competitivo, ma la promozione conquistata a Reggio Calabria lascia in eredità qualcosa di ancora più importante della categoria: la consapevolezza di appartenere nuovamente a palcoscenici che la storia del basket avellinese considera naturali. Per questo il successo del PalaCalafiore va oltre il semplice risultato sportivo. È il ritorno di una piazza storica verso dimensioni più consone alla propria tradizione, il premio per una tifoseria che non ha mai smesso di credere nella rinascita e la conferma che, con programmazione, sacrificio e identità, anche le stagioni più difficili possono trasformarsi in una festa indimenticabile.