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Eav, Forza Italia va all’attacco del manager Umberto de Gregorio. In consiglio regionale, un’interrogazione a risposta scritta ipotizza la “nullità radicale del rapporto di lavoro del Direttore Generale Eav per violazione norma imperativa di legge”, oltre alla “incompatibilità doppio ruolo Presidente-Amministratore e Direttore Generale”. L’atto è firmato dai sette consiglieri del gruppo (Massimo Pelliccia, Roberto Celano, Fernando Errico, Mimì Minella, Assunta Panico, Angela Parente e Livio Petitto). È indirizzato al presidente della giunta Roberto Fico e all’assessore ai trasporti Mario Casillo. Sul punto è laconico de Gregorio, contattato da Anteprima24. “La risposta non devo darla io, ma la Regione Campania e l’assessore Casillo – dichiara il manager -. Per inciso, faccio però sapere che questa questione è stata affrontata già in tribunale, al Tar, al Consiglio di Stato, alla procura della Repubblica, all’Anac. Ci hanno sempre detto che è tutto a posto”. Secondo de Gregorio, l’iniziativa di Fi è “tutta una cosa politica, e produrrà il nulla”.

L’INTERROGAZIONE DI FORZA ITALIA SULL’EAV

L’interrogazione, ricorda come dal 2018 il presidente del Cda della holding regionale dei trasporti, de Gregorio, rivesta anche l’incarico di Direttore Generale della società “e, per un periodo iniziale, nelle more di espletamento di concorso pubblico bandito dalla società per la ricerca del Direttore del Personale, anche questa funzione aggiuntiva”. L’interpellanza richiama una recente delibera della giunta Fico (n.39/2026), nella quale “è previsto un espresso divieto di cumulo della carica di amministratore con l’incarico di Direttore Generale” Nonché, “l’indirizzo di adottare le modifiche statutarie obbligatorie“, ovvero prevedere il divieto di cumulare le due cariche. Tale incompatibilità sarebbe “tra l’altro prevista nel caso le deleghe operative della società” siano “attribuite e riservate per statuto, al Presidente di Eav, determinandosi nella fattispecie un macroscopico conflitto di interessi tra controllore e controllato”. Stando a Forza Italia, “ad aggravare ulteriormente la vicenda” si rileva “che, a seguito del detto provvedimento di nomina si è reso necessario modificare ex post lo statuto” dell’Eav, “introducendo un nuovo articolo 19-bis, che concentra di fatto in una sola persona le duc cariche di vertice”. Praticamente “controllore-controllato, con un evidente conflitto di interessi se non ben disciplinato e regolamentato dallo statuto della Società”. Ma non sarebbe tutto. Secondo i forzisti, “la nomina del dott. De Gregorio a Direttore Generale di Eav risulterebbe, altresì, viziata sin dall’origine per contrasto a norme imperative”. Quali? Quelle “che prescrivono l’espletamento di una procedura di selezione pubblica, inesistente nel caso di specie”.

A sostegno della tesi viene citata una serie di norme, statali e regionali. “Il legislatore nazionale (ma anche lo stesso legislatore regionale con L.R. n. 1/2007, art. 2, comma 2), infatti – afferma l’interrogazione -, è intervenuto in vario modo allo scopo di estendere alle società partecipate regole e vincoli propri degli enti pubblici per le assunzioni e la gestione, di ogni ordine e grado, del personale alle loro dipendenze tant’è che la Regione Campania, con la richiamata delibera n. 39/2026, ne conferma e rafforza i contenuti”. Da ultimo, interverrebbe anche il testo unico elle Società partecipate, Decreto Legislativo approvato quest’anno. “Stabilisce – sottolinea Fi – che i contratti di lavoro stipulati in violazione delle disposizioni prescritte sono radicalmente nulli”. Quindi si riporta quanto “la stessa Regione Campania aveva preventivamente chiarito a mezzo del parere reso in data 5 aprile 2017, dall’Avvocatura regionale”. Ossia che “per la copertura del ruolo di Direttore Generale Eav, occorreva obbligatoriamente applicare il comma 3, dell’art. 35 del Dlgs. n.165/2001” che prescrive la procedura selettiva pubblica”. Tuttavia, “in aperto contrasto con le risultanze del parere reso dall’Avvocatura regionale”, de Gregorio “risulta nominato Direttore Generale in data 13.07.2018 con delibera assembleare del socio unico Regione Campania”. La conclusione di Forza Italia: “Il rapporto di lavoro del dott. De Gregorio risulta affetto da palese nullità per violazione delle norme imperative nazionali in materia di reclutamento del personale che obbliga prove comparative selettive”. Tutto ciò comporterebbe, anche alla luce della legge regionale del 2007, la decadenza dalla carica per “gli amministratori di società che non hanno osservato quanto prescritto”.

In aggiunta a questo, l’interrogazione evoca l’ultima riorganizzazione in casa Eav. L’istituzione della Unità operativa Audit, Trasparenza, Anticorruzione e Controllo interno, accorpando altre unità soppresse. “Struttura rinominata e coordinata direttamente dal Presidente della Società – sottolineano i consiglieri di Fi -, ad interim ampliando, in misura spropositata, l’incompatibilità già esistente perché il Presidente, ovvero il Direttore Generale, assume anghe la carica di Responsabile” della nuova articolazione. “Controllato, Controllore ed il Controllore del Controllore in unica persona fisica, Una dittatura staliniana” sostiene l’interrogazione. L’interpellanza fa riferimento anche a notizie di stampa, per le quali de Gregorio avrebbe chiesto degli arretrati. Per un anno non sarebbe stato pagato come dg, a causa di dubbi sulla compatibilità dei due incarichi. Perciò si chiede alla giunta “se la citata richiesta è supportata e giustificata da un formale e registrato contratto di lavoro esistente tra il De Gregorio ed Eav“, e “chi ha firmato per conto di Eav il citato contratto (ove esistente)”. Per gli interroganti, inoltre, “il citato contratto” non sarebbe “presente sul sito internet di Eav alla Sezione Trasparenza”. La richiesta di esibire la scrittura è motivata “in quanto non basta una delibera assembleare per instaurare un rapporto di lavoro dirigenziale“. Infine, a Palazzo Santa Lucia si chiede “di relazionare in merito alle iniziative che si intendono assumere per rimuovere ad horas quelle situazioni che si presentano direttamente e/o indirettamente di chiara illegalità ed irregolarità tanto da ipotizzare un possibile danno erariale e contabile per la Regione”. Un presunto “Danno erariale da estendersi anche alla richiesta economica stessa avanzata dal dott. De Gregorio in presenza del suo illegittimo rapporto di lavoro nullo ab origine che impedisce, ovviamente, il riconoscimento di alcun ulteriore beneficio economico retributivo in ordine ad indennità, premi, T.F.R., etc, se non quello del trattamento mensile per la prestazione di lavoro effettivamente svolta”. E per il momento basta.