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Mancato lavaggio dei Dispositivi di Protezione Individuale e degli indumenti da lavoro, Eav condannata a risarcire due dipendenti. La sentenza di primo grado è del giudice unico del Lavoro del Tribunale di Napoli, Marcello Finamore, su ricorso di due operai del settore manutenzione.

La holding dei trasporti regionale è stata condannata al pagamento di 6.700 euro a ciascuno dei due ricorrenti (assistiti dall’avvocato Ignazio Sposito), oltre a interessi e rivalutazione monetaria. L’Eav dovrà pagare per intero anche le spese processuali. “È pacifico che l’obbligo di pulire, lavare e tenere in perfetta efficienza i Dpi ricade sul datore di lavoro” sottolinea la sentenza, emessa oggi. Il giudice evidenzia inoltre che i due operai “svolgevano attività di manutenzione“, quindi erano “molto esposti ad agenti non solo imbrattanti ma anche nocivi come sostanze chimiche, solventi, olii, grassi, vernici e polveri”. Peraltro, “anche tali circostanze non sono mai state contestate dall’Eav (che restava contumace nel presente giudizio)”.

D’altro canto, secondo il giudice “il danno patrimoniale subito dai lavoratori è evidente“. Infatti, “il mancato lavaggio dei Dpi e degli indumenti da parte del datore di lavoro che ne era obbligato, ha costretto i lavoratori-odierne parti ricorrenti a provvedervi sostenendo i relativi costi”. E dunque, “corretta si presenta la quantificazione del danno effettuata dalle parti ricorrenti” afferma la sentenza. “Il Giudice – commenta sui social il legale dei ricorrenti – ha ribadito un principio chiaro e fondamentale: la pulizia, la manutenzione e il lavaggio dei Dpi sono un obbligo del datore di lavoro, non dei lavoratori. Poiché E.A.V. non ha mai attivato un servizio di lavanderia né fornito alternative, i lavoratori hanno dovuto sostenere tali costi di tasca propria per anni — e adesso l’azienda paga”.