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Eccesso di lavoro straordinario, Eav condannata a risarcire dipendente. Con sentenza del Tribunale di Napoli depositata il 18 novembre, il giudice del lavoro Maria Gaia Majorano ha condannato l’holding dei trasporti regionale a pagare 59.499 euro al ricorrente, assistito dall’avvocato Ignazio Sposito.

La giurisprudenza è costante – si legge nella pronuncia di primo grado – nel ritenere che la prestazione lavorativa eccedente, che supera di gran lunga i limiti previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva e si protrae per diversi anni, cagiona al lavoratore un danno da usura psicofisica, di natura non patrimoniale e distinto da quello biologico”. Al riguardo “deve evidenziarsi che il danno da stress, o usura psicofisica – sottolinea il giudice -, si inscrive nella categoria unitaria del danno non patrimoniale causato da inadempimento contrattuale e, in linea generale la sua risarcibilità presuppone la sussistenza di un pregiudizio concreto sofferto dal titolare dell’interesse leso”.

Per l’Eav, non è certo il primo giudizio in materia. “Non si tratta di un episodio isolato – dichiara Adolfo Vallini dell’Esecutivo Provinciale Usb Lavoro Privato -: è l’ennesima conferma di come il management sia incapace di gestire l’azienda nel rispetto della legge, dei lavoratori e dei cittadini”. Secondo il sindacalista, “invece di investire nelle assunzioni di giovani e garantire un organico adeguato, il management ha preferito sovraccaricare i dipendenti, facendo ricadere sui lavoratori e sulla collettività le conseguenze di una gestione irresponsabile”. E così “soldi pubblici, i nostri soldi – aggiunge Vallini -, vengono spesi per risarcire i danni provocati da chi avrebbe dovuto prevenire il problema”. L’Usb chiede “quindi che chi ha autorizzato e gestito questa politica dannosa risponda personalmente delle proprie decisioni”. Il sindacato invoca inoltre, da parte dell’Eav, di “cambiare radicalmente approccio: assumere giovani, rispettare la dignità e i diritti dei lavoratori, pianificare correttamente l’orario di lavoro”.