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Immediata sospensione delle attività per l’impianto di biometano di contrada San Domenico, ricadente in territorio di Benevento, ma di fatto sul confine con i Comuni di Pesco Sannita e Pietrelcina. Questa la conclusione cui è pervenuto stamani il tavolo tecnico, convocato a Palazzo Mosti e presieduto dal Sindaco Clemente Mastella, cui hanno preso parte i dirigenti competenti dell’Amministrazione comunale. Sia l’Arpac che il Comando dei Forestali si sono mossi per effettuare i rilievi necessari. La decisione è maturata dalla lettura della ispezione svolta dall’Agenzia regionale di protezione ambientale, a sua volta sollecitata a svolgere verifiche sia da parte di numerosi cittadini residenti nell’area che dello stesso Sindaco Mastella. Secondo l’Arpac sarebbero presenti nell’area dell’impianto numerose “criticità strutturali e gestionali, nonché la mancata ottemperanza alle prescrizioni”. Da queste deficienze e difformità tra progetto ed opera realizzata sarebbero scaturiti tra gli altri i miasmi percepiti nettamente da quanti risiedono attorno all’impianto e che sarebbero l’effetto di un processo di lavorazione che non rispetterebbe i protocolli previsti per simili impianti. L’Arpac ha effettuato tre diversi sopralluoghi presso la struttura produttiva di Via San Domenico, di proprietà di una Società di Grottaminarda (AV): secondo quanto è emerso, sarebbero state in particolare riscontrate anomalie presso il capannone di stoccaggio delle biomasse palabili (letame, pollina, sansa di oliva). E che non sarebbe “conforme rispetto a quanto previsto nella documentazione autorizzativa e negli elaborati tecnici depositati”. In sostanza secondo l’Arpac non sarebbe stata realizzata una copertura alla vasca e questo avrebbe determinato l’effusione dei miasmi. D’altra parte i capannoni realizzati sarebbero quattro, sebbene l’autorizzazione ne prevedeva uno soltanto. Tante criticità e il sindaco ha deciso che emetterà quest’ordinanza: “Chiuderemo immediatamente la fonte di questi miasmi. Sono andati al di là delle concessioni. Occorre ripristinare le condizioni necessarie. Non è normale che le persone che vivono vicino sono costrette a convivere con una qualità della vita pessima”. Infine ha concluso: “Speriamo che da domani in poi ci sarà un po’ di salubrità in quella zona”.