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Quando i bambini sono numericamente meno, il rischio è che diventino anche più soli. Termina con questo concetto il report 2026 di CESVI, denominato “Generazione Sola”, che fotografa la condizione dei minori in Italia e piazza la Campania all’ultimo posto per capacità di cura.

Una chiosa cruda che lascia l’amaro in bocca a chi legge. Eppure a partire dal finale e leggendo al contrario le soluzioni, almeno su carta, ci sarebbero.

Andiamo in ordine, i numeri della denatalità sono netti. Secondo Istat, le nascite in Campania sono crollate del 25% tra il 2008 e il 2018. Il tasso di natalità è passato da 11,4 ogni mille abitanti nel 2002 a 7,4 nel 2024. Meno bambini oggi, meno ragazzi domani. A livello nazionale il calo si traduce in 134mila studenti in meno già dal prossimo anno scolastico, 1,5 milioni entro il 2035.

CESVI però non si ferma al dato demografico. “Generazione Sola” misura la povertà relazionale e denuncia mancanza di adulti di riferimento, spazi sicuri, amici, sport, cultura. Su questo fronte la Campania è maglia nera in Italia. La soddisfazione sulla propria vita si ferma al 37,6%, contro una media nazionale del 46,3%. Quasi 4 famiglie su 10 si sentono insicure dove vivono. Alto, inoltre, il tasso di dispersione scolastica e disoccupazione.

Il report analizza il meccanismo, la povertà economica sottrae tempo ed energia ai genitori, alimenta conflitti domestici e limita l’accesso dei bambini ad attività sportive e socialità. Si riducono le occasioni di relazione proprio durante gli anni servirebbero di più.

“Il maltrattamento all’infanzia è un grave problema sociale e di salute pubblica”, afferma Stefano Piziali, direttore generale di CESVI. “Non può essere letto solo come questione individuale o familiare”.

CESVI risponde con fatti concreti a Napoli, ponendosi come esempio di reali soluzioni. Nel quartiere San Pietro a Patierno, con la “Casa del Sorriso”, un esempio tra tanti, accoglie minori e famiglie vulnerabili dove si sommano i fattori di rischio. Perché la solitudine non si combatte soli. “Generazione Sola” è uno schiaffo sociale potente. Ma necessario.