Il nuovo presidente della Provincia di Avellino, Fausto Picone, dopo l’elezione e il primo periodo di insediamento, traccia la rotta per il futuro dell’ente di Palazzo Caracciolo.
Lo fa nel giorno del solenne giuramento in Consiglio provinciale.Al centro dell’agenda ci sono i dossier più delicati: Irpiniambiente, Sistema Irpinia, le sponsorizzazioni sportive, il riassetto delle deleghe e il rilancio dei progetti per il territorio.
“Stamattina il giuramento ufficiale, ma di fatto già mi sono insediato la sera del 6 giugno. Sono stati dieci giorni impegnativi e abbiamo tirato fuori dossier importanti, come Sistema Irpinia e Irpiniambiente. Si sta lavorando con gli uffici dirigenti e con il direttore generale”.
Sul fronte del ciclo dei rifiuti, Picone indica come priorità la stabilità finanziaria della società provinciale.
“Per quanto riguarda Irpiniambiente la situazione è abbastanza delicata, soprattutto dal punto di vista della liquidità e delle risorse che i Comuni devono riversare alla società. Sono assolutamente convinto che la parte pubblica debba prevalere senza alcuna difficoltà. Cercheremo di capire qual è la tenuta dei conti economici di Irpiniambiente, anche perché dobbiamo approvare il rendiconto al 31 dicembre 2025”.
Il presidente evidenzia anche il nodo dei contenziosi. “C’è un problema legato soprattutto al numero dei contenziosi in atto. Ho sentito più volte l’amministratore unico Crivaro e siamo stati anche in Prefettura per far pagare gli stipendi di maggio. La difficoltà maggiore oggi è la liquidità”.
Per Picone la soluzione passa dal coinvolgimento dei Comuni. “Si devono sollecitare i Comuni a far pagare la Tari, a riversare la Tari, dopodiché bisogna fare un ragionamento serio con tutti i sindaci che rientrano in questo perimetro: 117 sindaci oltre Avellino, che ormai ha già realizzato la grande Srl”.
Il percorso indicato è quello della gestione pubblica del servizio.
“Da qui a qualche settimana, quando il quadro sarà completo, cercheremo di mettere mano a questa situazione attraverso, soprattutto come primo atto, la scissione del ramo d’azienda. Se ne è parlato tanto e dobbiamo concretizzare questa manifestazione di volontà della Provincia e di Irpiniambiente, per condividere un percorso che porti finalmente alla gestione pubblica del servizio integrato dei rifiuti”.
Sui Comuni in difficoltà, Picone precisa:“Non sono 93 sindaci, sono 93 Comuni che hanno qualche difficoltà. Noi siamo disponibili a chiedere anche rateizzazioni e a contrattualizzare queste rateizzazioni, purché si ritorni in un alveo di concretezza economica e finanziaria per dare risposte e stipendi a tutti i dipendenti”.
Sistema Irpinia, azzerati i vertici Altro dossier sul tavolo è quello di Sistema Irpinia, per il quale il nuovo presidente annuncia un cambio di passo. “Ho già azzerato tutti i vertici. Da qui a qualche giorno cercheremo di capire come riempirla di contenuti, se vale la pena di tenerla aperta. Laddove dovessi convincermi di tenerla aperta, non esiterò entro il mese di luglio a rifare il consiglio di amministrazione e a individuare una figura di direttore, per riprendere quel filo spezzato che era stato immaginato nel 2019 dall’allora amministrazione Biancardi-Picone”.
Sul futuro societario di Irpiniambiente, Picone distingue tra debiti e contenziosi.
“Dobbiamo distinguere le cose. Una cosa sono i debiti che i Comuni hanno nei confronti di Irpiniambiente, altra cosa è il monte dei contenziosi che Irpiniambiente ha nei confronti dei fornitori”.
“Rispetto a questa cosa ci sono degli accantonamenti passivi già previsti in bilancio. Ho preteso che mi fossero portati all’attenzione singolarmente ogni debito che potenzialmente potrebbe avere Irpiniambiente. Parlando di contenziosi, però, capite bene che si possono materializzare anche tra tre, quattro o cinque anni, quando finiranno le cause in atto”.
“Abbiamo comunque degli accantonamenti che dovrebbero tranquillizzare i Comuni che andranno a fare l’investimento”.
Sponsorizzazione US Avellino: possibile conferma
Sul tema della sponsorizzazione all’US Avellino, Picone apre alla continuità.
“Questo era un dossier che non avevo ancora attenzionato. Alla luce dell’intervista che ho letto da parte del sindaco di Grottaminarda Spera, probabilmente la sua è una posizione del tutto personale, perché la voce che deve partire dalla Provincia è solo quella del presidente”.
“Bisogna confrontarsi con tutti i gruppi e capire l’aspetto economico-finanziario, il quadro normativo e il percorso seguito nell’ultimo anno. Molti consiglieri provinciali che oggi si ritengono contrari a questo tipo di sponsorizzazione lo scorso anno non solo l’hanno votata nel bilancio 2025-2028, ma hanno votato anche il previsionale 2026-2028, dove sono già appostate le risorse per un ulteriore milione di euro a favore dell’US Avellino”.
Alla domanda sulla conferma della sponsorizzazione, il presidente risponde: “Per quanto mi riguarda assolutamente sì. Voglio però vedere il quadro normativo, la tenuta economico-finanziaria, l’appostamento in bilancio e i risultati ottenuti in termini di promozione dell’Irpinia, non dell’ente Provincia. Se dovessero essere positivi, non c’è alcuna difficoltà nel confermare questa interlocuzione”.
Sul riassetto interno, Picone annuncia tempi brevi. “Il resto delle deleghe penso che da qui a qualche settimana procederò tranquillamente a darle ai consiglieri che vogliono dare una mano concreta all’Irpinia. Quelle poche cose che avevo detto in campagna elettorale già si sono materializzate”.
“Gli ambienti fisici per i gruppi consiliari sono tutti dedicati. Questo è un piano dedicato alla politica. Deleghe date, vicepresidente nominato, commissioni nominate, perché le commissioni erano ferme al 15 marzo e oggi pretendo che i gruppi consiliari indichino anche i presidenti”.
L’obiettivo è arrivare preparati ai prossimi passaggi amministrativi.“Da qui a poco dobbiamo ritornare in Consiglio ad approvare il rendiconto d’esercizio 2025, che è un atto importante sia per fare assunzioni sia per poter utilizzare materialmente le risorse a favore dei vari settori e quindi dell’Irpinia”.
Sulle polemiche relative alla sua candidatura sostenuta da aree politiche diverse, Picone rivendica una dimensione istituzionale. “Più che la dimensione politica ritengo che debbano stare lontani da questo palazzo Caracciolo i partiti, quindi la condizione dei partiti”.
“Ho fatto accordi sui territori con tantissimi amministratori e tantissimi sindaci, ma non da oggi. Curo rapporti personali da anni. Poi ho parlato con i gruppi consiliari che sono assolutamente legittimati a sostenermi e a concorrere alla gestione di questo ente”.
Sul futuro della Provincia aggiunge: “Da qui a quattro anni abbiamo circa 180 milioni da mettere a terra. Ci vuole soltanto lavoro, impegno, passione e rispetto per i cittadini dell’Irpinia e per tutti i 118 Comuni. Dobbiamo semplicemente rimboccarci le maniche, lavorare, camminare, correre. E basta”.




















