San Tammaro (Ce) – Quello che sembrava essere un giallo burocratico sulle presunte dimissioni del direttore generale del Real Sito di Carditello, Gennaro Miranda, si è trasformato in poche ore in un caso politico di portata nazionale. La smentita diffusa dalla Fondazione, non è bastata a spegnere l’incendio. Al contrario, ha acceso i riflettori su un sistema di governance che possiamo ritenere insopportabili. Siamo riusciti a spostare, rapidamente, il dibattito dai corridoi della cara Reggia borbonica alle aule parlamentari e al Consiglio Regionale della Campania, sollevando un pesante interrogativo politico: qual è il limite degli incarichi pubblici nella gestione del patrimonio culturale?
Il Partito Democratico attacca: urge commissariare
A sollevare il caso con un’interrogazione parlamentare sono stati i deputati, Graziano del Partito Democratico, ed il cinque stelle Santillo che hanno denunciato una presunta paralisi gestionale della Fondazione richiedendo un intervento immediato del Ministero della Cultura, poiché le indiscrezioni sulle dimissioni (smentite) rappresentano, comunque, il sintomo di una gestione opaca, stanca e verticistica.
La difesa d’ufficio della governance di Carditello è arrivata prontamente dagli esponenti provinciali della maggioranza di governo, che hanno rispedito al mittente le accuse rivendicando, anzi, i successi del sito culturale, ma le carte che stiamo leggendo indeboliscono la narrazione.
I documenti della discordia: il multitasking istituzionale
Il terreno dello scontro politico diventa scivoloso se si analizzano i documenti ufficiali, che l’opposizione è pronta a usare come grimaldello politico, infatti, due sono i fronti aperti:
1. Il fronte sindacale e scolastico (Protocollo 10/06/2026)
Il protocollo dell’I.I.S.S. “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco attesta la presenza di Miranda nella pianta organica come Segretario scolastico, oggi DSGA, ed è, appunto, il dato che, politicamente, è stato approfondito per denunciare il corto circuito tra i doveri della pubblica amministrazione e la guida di una fondazione culturale strategica. Com’è possibile garantire il buon andamento della macchina dello Stato con ruoli così apicali e distanti?
2. Il nodo della trasparenza e dei 5 incarichi (Protocollo Traspare 0000547/2026)
Il documento che certifica 5 incarichi simultanei di Miranda (tra cui la Presidenza dell’Ente Ville Vesuviane, il ruolo in ICOMOS (è la stessa famiglia che ha ricevuto in meno di due anni 6 (sei) incarichi incassando 290.000 euro, alla faccia delle rotazioni) e nell’Ordine degli Architetti di Napoli), in buona sostanza, possiamo definire la vicenda come una effettiva poltronopoli.
L’affondo politico delle minoranze: “Siamo di fronte a una concentrazione di potere e di cariche che penalizza il territorio. Carditello e le Ville Vesuviane meritano guide a tempo pieno, non direttori part-time occupati su cinque tavoli diversi. Questo non valorizza, lottizza le poltrone.”
Al di là delle smentite ufficiali, il “giallo di Carditello” ha aperto una ferita politica che difficilmente si rimarginerà. Con i fari del Ministero della Cultura inevitabilmente accesi sulla vicenda e la pressione mediatica, il caso Miranda promette di diventare il fulcro di una più ampia resa dei conti politica sulla gestione e sul controllo degli enti culturali in Campania.
San Tammaro, lì 18/06/2026
Firmato Emiddio Cimmino – Gennaro Borrozzino – consigliericomunali




















