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Napoli è la provincia italiana più colpita dal fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali in una regione, la Campania, in cui in 16 anni sono stati 872 i casi, alla media di 54,5 ogni anno, oltre 4 casi al mese, uno a settimana. Negli ultimi 10 anni sono stati 220 i Comuni finiti sotto tiro, di cui ben 63 hanno subito minacce per tre o più anni consecutivi. Sono i dati emersi dal Rapporto ‘Amministratori sotto tiro’ di Avviso pubblico, presentato oggi a Napoli. Nel 2025 si è registrato il 51 per cento dei tentativi di condizionamento a suon di intimidazioni: 16 casi distribuiti in 11 Comuni.
“Il tema delle intimidazioni e delle aggressioni nei confronti degli amministratori locali è oggi una questione centrale per la tenuta democratica del Paese – ha sottolineato il presidente Anci Campania, Francesco Morraun attacco a un sindaco è un attacco alla democrazia perché mira a condizionare le decisioni pubbliche e a inquinare il libero percorso delle istituzioni attraverso la paura, le pressioni e le minacce. Per questo riteniamo necessario un intervento legislativo nazionale più incisivo – ha aggiunto – capace di rafforzare gli strumenti di prevenzione e repressione e di introdurre anche nuove fattispecie di reato per chi tenta di condizionare l’azione degli amministratori locali. Lo Stato deve dare una risposta chiara e forte a chi pensa di poter limitare la libertà di chi è chiamato a governare i territori“. Un altro tema che secondo Morra va affrontato è quello dello scioglimento degli enti locali e della tutela dei sindaci. “Sono importanti e apprezzabili le iniziative che il ministero dell’Interno sta portando avanti sul fronte del contrasto alle infiltrazioni e della protezione degli amministratori – ha proseguito – ma occorre fare un passo ulteriore: i sindaci, soprattutto quelli che operano nei contesti più esposti, devono poter contare su strumenti di tutela più efficaci, su un maggiore sostegno istituzionale e sulla certezza di non essere lasciati soli nell’esercizio delle loro funzioni”.