L’idea che i figli debbano pagare per le colpe dei padri viene da testi antichi, come la Bibbia o le tragedie greche, dove esisteva un destino di condanna familiare. Un concetto che la società moderna ha giustamente superato. O almeno dovrebbe averlo fatto.
Probabilmente a quei testi si rifà ancora Clemente Mastella. Il sindaco, chiamato a rispondere alle domande dei cittadini, ha scelto una linea precisa: spostare il bersaglio sulla Regione Campania.
“Io ho fatto tutto quello che dovevo fare, la responsabilità dei fiumi è della Regione Campania.” – ha dichiarato Mastella.
Una frase che, sul piano delle competenze amministrative, può anche avere un fondamento. La gestione dei corsi d’acqua è effettivamente materia regionale. Ma chi è oggi la Regione Campania?
La risposta è semplice: è la maggioranza che governa Palazzo Santa Lucia. È il presidente Roberto Fico. Ed è anche Noi di Centro, il partito fondato proprio da Clemente Mastella, che in Consiglio regionale siede con un proprio rappresentante di maggioranza: il figlio, Pellegrino Mastella.
Se dunque il problema è la Regione, allora il problema riguarda anche una parte della maggioranza regionale della quale fa parte il figlio del sindaco. Non per un principio di responsabilità familiare, che sarebbe assurdo, ma per una responsabilità politica. Ben diversa.
Non si può rivendicare il peso del proprio partito quando si distribuiscono risorse, incarichi e risultati, per poi chiamarsi fuori quando emergono criticità che riguardano quello stesso livello istituzionale.
In questi giorni i beneventani non stanno chiedendo un rimpallo di competenze. Chiedono di capire perché il Calore sia finito al centro di un’emergenza ambientale, perché da settimane convivano con odori nauseabondi e se la loro salute sia davvero al sicuro. Domande semplici. Alle quali continuano ad arrivare risposte complicate.
E allora forse è arrivato il momento di smetterla con il gioco dello scaricabarile. Mentre i cittadini sono costretti a turarsi il naso per la puzza, la politica farebbe bene a turarsi la bocca. Almeno finché non avrà qualcosa di vero da raccontare.


















