Tempo di lettura: 5 minuti

I consiglieri di minoranza Fernando Brogna, Massimo Antropoli, Pietro Di Rauso Melina Ragozzino e Gianfranco Vinciguerra hanno diffuso una nota ufficiale circa l’apertura del ponte nuovo.

La  questione ponte riguarda non solo la viabilità, ma soprattutto la  sicurezza dei cittadini, la trasparenza amministrativa e il modo in cui le istituzioni devono comunicare  con la comunità.

Dopo otto anni di chiusura, viene annunciata e celebrata la riapertura di un ponte atteso da cittadini,  famiglie, lavoratori e attività economiche. Una riapertura che, però, non può essere raccontata come  una vittoria piena se resta accompagnata da limitazioni rilevanti e da interrogativi ancora senza  risposta.

Il punto è semplice: il ponte riapre, ma da quanto risulta potrà essere nuovamente chiuso in caso di  piena del Volturno, a causa del pericolo di scalzamento. Questo significa che non siamo davanti a una  riapertura ordinaria e definitiva, ma a una riapertura condizionata, fragile, subordinata al verificarsi di  eventi idraulici che in questo territorio non possono certo essere considerati ipotesi remote. Per questo è stato approvato un protocollo operativo ( delibera di giunta comunale numero 67 del 19 maggio 2026 con la procedura di attivazione “Chena” di non facile attuazione. Quando si parla di un’infrastruttura pubblica, di un fiume come il Volturno e della sicurezza di una  città, la chiarezza non è un dettaglio: è un dovere.

C’è poi un tema politico e amministrativo che non può essere escluso. Queste  limitazioni erano conosciute prima dell’avvio dei lavori? Se erano note, allora i cittadini avevano il diritto di esserne informati fin dall’inizio, senza aspettare il momento della riapertura e senza che la  comunicazione pubblica si concentrasse solo sull’aspetto celebrativo.

Se invece tali limitazioni non erano note a chi aveva la responsabilità politica e amministrativa di  seguire l’intervento, allora si apre un problema altrettanto serio: quello della vigilanza, del controllo e  della capacità di conoscere fino in fondo le condizioni di un’opera pubblica così importante prima di  presentarla alla città.  Ci saremmo aspettati un  “scusate il ritardo” dopo 8 anni di chiusura con un sequestro avvenuto nel 2018 sotto gli stessi colori che GOVERNANO OGGI E CHE INAUGURANO UN’OPERA MONCA!

C’è poi una scelta di fondo che merita di essere discussa apertamente. All’inizio del mandato si sarebbe potuta valutare con maggiore determinazione l’ipotesi dell’abbattimento e della  ricostruzione di un ponte nuovo, moderno, progettato secondo criteri attuali e destinato ad avere  una vita residua molto più lunga. Una scelta certamente più complessa, ma forse più lungimirante per  la città.

Quella strada non è stata percorsa. E oggi è legittimo chiedersi se non abbia prevalso la volontà  politica di arrivare a una riapertura entro la fine della consiliatura solo per una questione di  immagine e propaganda elettorale. Se così fosse, saremmo davanti a un grave errore.

Inoltre l’ordinanza di circolazione stradale e della viabilità in via sperimentale effettuata su entrambi i ponti considera il transito con massa non superiore a 3,5 tonnellate, concentra  le limitazioni  su problemi di inquinamento atmosferico acustica usura del manto stradale e pericolo per la sicurezza dei pedoni e della circolazione ,distogliendo dalle reali motivazioni.  La procura ha dettato regole precise per regolare la circolazione e garantire la pubblica incolumità.

Non basta riaprire: bisogna spiegare quale futuro si sta dando a quell’opera e quanto tempo passerà  prima che la città sia costretta ad affrontare di nuovo lo stesso problema.

Vi è inoltre un altro aspetto che consideriamo fondamentale.  Non possiamo permetterci che la gestione della vita cittadina dipenda da comunicazioni incerte o da  procedure non coordinate. La sicurezza del ponte, della viabilità e dei cittadini deve essere inserita in  un sistema chiaro di prevenzione, allerta e intervento.

Per queste ragioni, oggi chiediamo pubblicamente:

* le condizioni tecniche della riapertura del ponte in maniera veritiera;

* l’indicazione precisa delle limitazioni previste in caso di piena del Volturno con il sistema di Alert;

* la definizione pubblica della procedura di chiusura e riapertura in caso di emergenza, in maniera pratica;

* un chiarimento su ciò che era noto prima dell’avvio dei lavori;

* la verifica dei rapporti operativi tra Comune, enti competenti e gestione della diga a  monte;

* garanzie concrete sulla sicurezza dei cittadini e sulla tempestività delle  comunicazioni.

Noi non contestiamo la necessità di restituire il ponte alla città, alle attività economiche che ricevono una boccata di ossigeno. Al contrario, sappiamo quanto questa  infrastruttura sia importante. Ma proprio perché è importante, non può essere usata come occasione  di celebrazione se restano ombre sulle condizioni effettive della riapertura, della viabilità delle altre aree cittadine e sulla gestione del rischio.

I cittadini non chiedono propaganda dopo 8 anni di sacrifici. Chiedono sicurezza, verità e responsabilità.

Ed è su questo terreno che continueremo a chiedere risposte, atti e garanzie, perché la tutela della  comunità viene prima di ogni inaugurazione e prima di ogni annuncio autoreferenziale”. Così i cinque consiglieri comunali di minoranza.