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Acque agitate nella sanità privata in Campania. “Se la Regione Campania confermerà l’impianto che sta emergendo dal confronto sui budget della specialistica ambulatoriale, ci troveremo di fronte all’ennesimo schiaffo al merito e alla concorrenza”. Ad affermarlo è Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia, tra le principali associazioni di categoria dei laboratori di analisi cliniche accreditati con il Servizio sanitario nazionale. Le sue parole arrivano dopo la lettera inviata da Federlab al governatore Roberto Fico, ai vertici dell’assessorato regionale alla Sanità e ai componenti della Commissione consiliare competente. L’associazione chiede un cambio di rotta sui criteri di assegnazione dei budget 2026 e sulla riorganizzazione della rete laboratoristica accreditata.

Federlab invoca anzitutto un incremento dei valori economici assoluti da destinare alla Specialistica Ambulatoriale Accreditata. Poi c’è il capitolo della premialità. “Da una parte – afferma una nota di Lamberti – si parla di qualità, investimenti e innovazione, dall’altra si pensa di assegnare appena il 5% delle risorse sulla base di criteri premiali, cristallizzando di fatto posizioni acquisite e privilegi storici”. Tra i documenti a sostegno della propria tesi, Federlab evoca un provvedimento del Garante della concorrenza, in materia di criticità sui tetti di spesa. Secondo l’interpretazione dell’associazione, l’Autorità stigmatizzerebbe la decisione della Regione Basilicata di assegnare il 90% di risorse disponibili in base alla spesa storica o al fatturato storico. Di conseguenza, solo il 10% sarebbe assegnato in base a parametri qualitativi. A maggior ragione, sostiene Lamberti, una quota del 5% in Campania risulta “incomprensibile”, e “rischia di penalizzare le strutture che investono e migliorano i servizi e che appare in aperto contrasto con i principi richiamati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato”.

Dunque Federlab chiede a Palazzo Santa Lucia di prevedere una quota di budget non inferiore al 30%, in sede di definizione dei criteri di premialità. In caso contrario, sarebbe pronta a ricorrere proprio all’Agcm. Inoltre, a detta di Federlab resta irrisolto il nodo della riorganizzazione della rete laboratoristica privata accreditata. “Ci sono strutture che, secondo le regole approvate dalla stessa Regione Campania, non avrebbero più i requisiti previsti e che invece continuano a erogare prestazioni e ad assorbire risorse pubbliche – sottolinea il presidente dell’associazione -. Una situazione che danneggia gli operatori che rispettano le regole e crea evidenti distorsioni nel sistema”.