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Si è chiuso con tre condanne e un’assoluzione il processo di primo grado sullo scandalo dei compensi e delle ore falsificate all’ASL di Avellino. Il giudice monocratico del Tribunale irpino, Gian Piero Scarlato, ha emesso un verdetto che conferma l’impianto accusatorio del PM Fabio Massimo Del Mauro, pur ridimensionando le pene richieste.

La condanna più pesante è stata inflitta a Giovanni La Torre, ex dipendente dell’ufficio Risorse Umane e ritenuto la mente del sistema, punito con 3 anni e 6 mesi di reclusione (la Procura ne aveva chiesti 6) oltre all’interdizione dai pubblici uffici. Condannati anche Giovino Nicolino, autista del 118 di Calitri (1 anno e 10 mesi), e Maria Giuseppa Grasso (1 anno e 6 mesi), una commessa estranea all’ASL che per mesi era risultata a libro paga come medico. Assolto da ogni accusa, invece, il medico Carmine Montella. L’ASL si era costituita parte civile.

L’inchiesta della Guardia di Finanza era scattata nel 2018 dopo una segnalazione interna su anomalie macroscopiche nei cedolini di un medico del 118 (nel frattempo deceduto). Le fiamme gialle scoprirono un meccanismo fraudolento con cifre record: al medico erano state accreditate fino a 1.068 ore di lavoro in un solo mese (l’equivalente di 35 ore al giorno), per un danno totale stimato in circa 800 mila euro tra il 2015 e il 2018. Parte dei profitti illeciti veniva poi usata per fare regali a La Torre, tra cui un drone e spese personali. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.