Il Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Muna Sunjida Afrine, la donna che il primo maggio 2026 ad Angri, in provincia di Salerno, ha evirato il compagno Mizanur Rahman. Lo rende noto il legale di Rahman, l’avvocato Angelo Pisani.
Secondo quanto emerso dalle indagini la donna avrebbe somministrato farmaci alla vittima durante il pranzo, provocandone la sonnolenza, per poi approfittare del suo stato di incapacità e colpirlo.
“Un dramma dettato dalla gelosia – spiega l’avvocato Angelo Pisani – che solo all’inizio e solo a parole ha sconvolto l’opinione pubblica, per la sua ferocia e per le devastanti conseguenze fisiche, psicologiche, familiari ed esistenziali subite dalla vittima, ma che di fatto non a generato alcuna solidarietà della società civile e della politica nei confronti della vittima abbandonata al suo crudele e misero destino”.
Nel procedimento giudiziario, annuncia Pisani, si costituiranno parte civile Mizanur Rahman (vittima dell’aggressione), sua moglie e i suoi figli (assistiti dall’ avvocato Francesco Laudisio; l’associazione “Potere ai Diritti” con il team Antiviolenza 1523.it, tramite l’avvocato Sergio Pisani.




















