È la perizia tecnica l’asse portante attorno a cui ruota l’inchiesta sulla tragica scomparsa di Christian Romano, il bambino di soli 10 anni che ha perso la vita lunedì scorso a Lauro. Se in queste ore il dolore e il silenzio uniscono le comunità di Lauro e Moschiano, sul fronte legale la Procura di Avellino sta accelerando per ricostruire scientificamente ogni singolo istante del drammatico incidente.
Il punto di svolta investigativo è atteso per lunedì prossimo, quando il pubblico ministero Marco Auciello affiderà formalmente l’incarico a un ingegnere specializzato in cinematica e infortunistica stradale.
La perizia cinematica avrà il compito fondamentale di andare oltre i primi rilievi effettuati dai Carabinieri, trasformando i dati raccolti sul campo in una ricostruzione oggettiva e geometrica del sinistro. Al consulente tecnico della Procura verrà chiesto di rispondere a diversi quesiti crucial: La dinamica esatta: Stabilire con precisione millimetrica la traiettoria del veicolo prima, durante e dopo l’impatto fatalità; Velocità e condizioni: Calcolare la velocità a cui viaggiava il mezzo e verificare se lo stato del manto stradale o eventuali guasti meccanici abbiano avuto un ruolo determinante, le cause del sinistro: Isolare la causa scatenante che ha portato alla perdita di controllo del veicolo, per capire se la tragedia potesse in qualche modo essere evitata.
Mentre si attende il conferimento dell’incarico ingegneristico di lunedì, l’iter giudiziario ha già fatto registrare altri passi necessari. Nel pomeriggio di oggi è stato conferito l’incarico per l’esame autoptico sul corpo del piccolo Christian. L’autopsia è stata preceduta dalla notifica di un’informazione di garanzia al padre del bambino: un atto dovuto per legge, finalizzato esclusivamente a permettere alla famiglia di nominare i propri consulenti di parte per assistere agli esami.
Il legale del padre, l’avvocato penalista Raffaele Tecce, ha ribadito la volontà della famiglia di collaborare pienamente con l’autorità giudiziaria per ottenere verità e giustizia, nel massimo rispetto di un dolore che ha sconvolto l’intera provincia.
Sarebbe venuto meno all’obbligo di proteggere l’incolumità del figlio: è questa l’accusa alla base dell’ipotesi di reato per concorso in omicidio stradale che viene contestata a Gianluca Romano. Il magistrato ha anche sottolineato che la minimoto condotta da Christian, non omologata, non immatricolata, priva di targa e assicurazione, non poteva circolare su strada.
Nel registro degli indagati, con la stessa ipotesi di reato, è stato iscritto anche Vincenzo Guida, il 28enne di Arienzo, in provincia di Caserta, alla guida dell’auto e negativo ai narcotest, che in una curva ha travolto Christian: secondo l’informativa consegnata dai carabinieri al pm della Procura, Guida procedeva ad alta velocità e dopo aver perso il controllo dell’auto, ha invaso la corsia opposta: questo emergerebbe dalle immagini che gli investigatori hanno estrapolato dall’impianto di videosorveglianza di un’abitazione privata di via Circuito, a Lauro, dove si è verificato l’incidente.
Salvo complicazioni nei tempi di rilascio della salma, i funerali del piccolo si terranno domani pomeriggio nella Chiesa di Maria Santissima della Carità a Moschiano.




















