Da bambino ha vissuto il terremoto dell’Irpinia e ora l’ingegner Andrea Marino, vigile del fuoco della Direzione regionale dell’Umbria, è impegnato nelle operazioni di soccorso in Venezuela colpita da un sisma devastante. “Avevo pochi anni allora e non ho tantissimi ricordi ma la scossa principale ancora ce l’ho in mente” ha detto all’ANSA parlando della tragedia in Campania.
L’ingegner Marino è reduce dall’esperienza del terremoto in Turchia. “Le scosse interessarono un territorio più ampio – ha spiegato – mentre qui in Venezuela il territorio è più ristretto. Però gli scenari dei crolli sono analoghi”. In sud America il vigile del fuoco è vice comandante di un team specializzato nell’individuare le aree dove si potrebbero trovare superstiti. “Quando le individuiamo – ha proseguito – avvertiamo il nostro personale dedicato ai soccorsi che cerca portarli in salvo. Certo più passano le ore e più diventa flebile la speranza di trovare qualcuno ancora in vita. Ci sono ancora speranze? Il cuore dice di sì ma razionalmente i dati dicono che le possibilità sono sempre di meno”.
L’ingegner Marino ha parlato di “edifici collassati e di uno scenario di devastazione”. “Nulla a che vedere con il terremoto che ha colpito l’Umbria nel 2016 – ha spiegato – quando non ci furono morti. Gli edifici crollati possono ricordare in qualche modo quelli di Arquata del Tronto e le aree marchigiane. Ma qui i palazzi sono alti decine di piani e l’area colpita è molto più vasta”.

















