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Arriva una svolta giudiziaria per l’aggressione subita dal deputato Francesco Emilio Borrelli il 13 luglio dello scorso anno a Santa Lucia di Serino, nell’avellinese. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino ha ufficialmente chiuso le indagini preliminari.

Il sostituto procuratore Giovanni Sodano ha firmato il decreto di citazione diretta a giudizio per i due presunti responsabili del pestaggio. L’udienza predibattimentale è stata formalmente fissata per il 4 novembre 2026 alle ore 10:00 presso il Tribunale di Avellino. Il parlamentare sarà assistito dall’avvocato Antonio Borrelli e valuterà in quella sede la costituzione di parte civileLa dinamica dell’episodio

I fatti risalgono a un pomeriggio d’estate di un anno fa. Il deputato Borrelli si trovava a Santa Lucia di Serino, davanti alla sede del Comune, per partecipare come relatore a un convegno pubblico.

Notando un’automobile parcheggiata abusivamente sopra lo stallo riservato ai disabili e a cavallo delle strisce pedonali, il parlamentare si è avvicinato ai proprietari del veicolo chiedendo semplicemente di spostarlo per ripristinare il passaggio. La richiesta ha però innescato una violenta reazione: prima gli insulti verbali, poi l’aggressione fisica. A causa delle percosse subite al torace e a un braccio, Borrelli aveva dovuto fare ricorso alle cure mediche, ricevendo una prognosi di cinque giorni.

Le accuse formulate dalla Procura nei confronti dei due imputati sono di lesioni personali in concorso, con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite.

Il deputato ha commentato con fermezza la decisione della magistratura: “La violenza non può mai essere una risposta, ancor meno di fronte a un richiamo al rispetto delle regole civili più elementari, come la tutela dei diritti dei disabili. Questo rinvio a giudizio dimostra che lo Stato e la magistratura rispondono con fermezza a chi pensa che la prepotenza e la sosta selvaggia possano prevalere sulla legalità. Chi aggredisce perché pretende di calpestare i diritti dei più deboli e i passaggi pedonali deve renderne conto in tribunale. Non faremo un solo passo indietro di fronte alle intimidazioni.”