A riempire il vuoto di simpatia lasciato da Can Yaman lo scorso sabato, Pio e Amedeo regalano aria fresca alla terza serata della decima edizione del BCT.
Con un’irriverenza che non lascia spazio a nessun’apparente tipo di censura, hanno fatto strabordare una piazza che non vibrava così da un po’. Leggeri, caotici e solari erano completamente al servizio del loro pubblico. Nessun bodyguard, nessun occhiale da sole: solo loro con la loro comicità popolare in mezzo alla gente. Gettati tra le braccia del pubblico si sono lasciati guidare e l’intervista è venuta un po’ da sé.
Tra le battute sulle critiche opportunità che offre la città, il tema centrale dell’intervista era un altro. La comicità dove garantire uno stop dalla monotonia: “I nostri film devono dare un attimo di sollievo”. Un’affermazione che sembra quasi sminuire il filo conduttore di tutti i loro spettacoli: attraverso una satira tutt’altro che sottile viene sbattuta in faccia una grande verità. Con finali che inseguono orme ormai sbiadite di registi come De Filippo, il loro “nun ce pensà” porta, in realtà, ad una grande presa di coscienza.
Ad oggi, tra i vari sistemi di addomesticamento culturale, i film di Pio e Amedeo sono tra i pochi a portare sullo schermo un’Italia in totale disagio. Parlare come il popolo per arrivare al popolo.
Tutto ciò porta ad una riflessione: perché si porta ancora in alto l’idea che l’arte, lo spettacolo, debbano essere solo distrazione? Devono davvero solo mettersi al servizio del ‘tempo libero’, dello svago, dell’indottrinamento?
Lontano dall’essere uno specchio pirandelliano della presa di coscienza, lo spettacolo italiano, nel suo complesso, tende a puntare sempre più sull’intrattenimento che sul pensiero critico. La cosa grave? La gratitudine del popolo. Non c’è assolutamente niente da ringraziare: lo spettacolo deve essere una scossa, deve riflettere la realtà per quello che è.
Pio e Amedeo fanno questo e probabilmente la loro umiltà continua a fargli credere di star facendo solo ridere. Fortunatamente, però, sono ancora un pugno nello stomaco. Qualsiasi sia il modo nel quale lo si vuole vedere.




















