Detenuto condannato per l’omicidio del padre dell’ex fidanzata convola a nozze con il suo primo amore. Protagonisti del matrimonio celebrato nell’istituto detentivo di Salerno, Giovanni Limata e Sara Clemente, entrambi di Cervinara.
Limata, 28enne condannato in via definitiva per l’omicidio di Aldo Gioia, padre di Elena la ragazza del 2021, quando insieme architettarano ed eseguirono il delitto del padre di lei, ha sposato dietro le sbarre la giovane che lo aiutò a scappare subito l’omicidio.
La sposa è una ragazza oggi ventitreenne. Il suo nome era già entrato formalmente negli atti del processo davanti alla Corte d’Assise di Avellino. Secondo quanto emerso nella fase dibattimentale, la giovane – all’epoca appena diciottenne – la notte del delitto raggiunse Limata ad Avellino per riportarlo a casa dei genitori a Cervinara, agevolandone la fuga prima dell’arresto.
A distanza di cinque anni da quegli eventi, quel legame si è formalizzato con il matrimonio celebrato all’interno dell’istituto penitenziario dove il ventottenne sta scontando la sua pena.
Intanto la Procura di Avellino ha chiesto il rinvio a giudizio per Limata e altri 17 indagati nell’ambito di un’inchiesta su un giro di telefonini all’interno del carcere. L’udienza preliminare davanti al gup è fissata per il prossimo 3 dicembre.
Al giovane di Cervinara, difeso dall’avvocato Rolando Iorio, oltre alla ricettazione dei dispositivi viene contestato il reato di stalking aggravato nei confronti della vedova di Aldo Gioia e dell’altra figlia della vittima.
Dagli accertamenti è emerso che alla vedova di Aldo Gioia erano giunte richieste di amicizia e messaggi sui profili social da un account con il nickname “Ciro Ricci” (nome ispirato al noto personaggio della serie televisiva Mare Fuori). Credendo si trattasse di un utente comune, la donna aveva accettato il contatto.
Dietro quel profilo si nascondeva in realtà Limata, il quale utilizzava la chat per chiedere insistentemente notizie di Elena Gioia – la figlia della vittima ed ex fidanzata del giovane, condannata a sua volta a 18 anni di reclusione e detenuta nel carcere di Bellizzi Irpino – con la quale lamentava di non riuscire ad avere contatti diretti. Un comportamento persecutorio che ha fatto scattare la nuova contestazione formale per la quale il ventottenne dovrà comparire davanti al giudice a dicembre.



















