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Idee chiare, parole misurate e tanta voglia di mettersi in gioco. Giacomo Faticanti si è presentato alla stampa dal ritiro di Rivisondoli con l’entusiasmo di chi ha scelto Avellino senza esitazioni. Il centrocampista, arrivato dalla Juventus, ha raccontato come il dialogo con il direttore sportivo Mario Aiello fosse iniziato già lo scorso gennaio, quando però preferì concludere il proprio percorso in bianconero. In estate, però, non ci sono stati dubbi.

“Appena si è aperto il mercato Avellino è stata la mia prima scelta. Non ho voluto ascoltare altre proposte”, ha spiegato il classe 2004, sottolineando anche l’accoglienza ricevuta da società e compagni fin dal primo giorno di ritiro.

Faticanti si definisce un centrocampista moderno, capace di interpretare più ruoli, anche se davanti alla difesa ritiene di esprimere il meglio del proprio calcio. Un’identità che sembra sposarsi perfettamente con le idee di Alessandro Nesta. “Il mister vuole che il gioco passi molto dai centrocampisti. È un calcio che mi affascina perché responsabilizza chi sta in mezzo al campo e permette di valorizzare la qualità della squadra”.

Parole di stima anche per l’allenatore biancoverde, descritto come un tecnico preparato e con idee ben precise. “Ci sta trasmettendo concetti importanti. Non è semplice assimilare tutto in pochi giorni, ma stiamo lavorando per farlo nel migliore dei modi”. Dello spogliatoio, invece, lo ha colpito soprattutto il clima: “Ho trovato un gruppo sano, composto da ragazzi che hanno voglia di lavorare”.

L’ex Juventus Next Gen arriva dopo due stagioni in Serie C e considera questa l’annata della definitiva consacrazione. “La Serie B l’ho solo assaporata. Per me è un campionato completamente diverso e voglio farmi trovare pronto”. Un passaggio nel quale ha voluto ricordare anche Silvio Baldini, l’allenatore che gli ha dato fiducia e con cui ha vissuto l’esperienza in Nazionale. “Lo ringrazierò sempre. È una persona vera, oltre che un allenatore moderno”.

Tra i compagni già individuati come punti di riferimento c’è Luca Palmiero. “Lo conoscevo già da avversario e lo ritenevo fortissimo. Da uno come lui posso soltanto imparare”. Quanto al numero di maglia, la preferenza ricade sul 16, quello indossato spesso in carriera e legato a un modello ben preciso: Daniele De Rossi, definito “un punto di riferimento” sia come calciatore sia come persona.

Faticanti non si sbilancia sugli obiettivi di squadra. Nessuna promessa, ma una certezza: “Lavoreremo al cento per cento in ogni allenamento e in ogni partita”. Sul piano personale, invece, l’obiettivo è conquistare spazio, giocare con continuità e migliorare anche in zona gol, senza dimenticare il sogno di tornare a vestire la maglia della Nazionale.