Maltrattamenti nei confronti di minori con problemi psichici oltre che verso adulti e anziani disabili, cui veniva negata l’acqua calda o il riscaldamento, o venivano sedati con farmaci somministrati senza alcuna prescrizione medica. E’ quanto scoperto dai carabinieri di Casal di Principe nell’ambito di un’indagine della procura di Napoli Nord a carico di cinque strutture socio-sanitarie, assistenziali, educative e riabilitative situate nei comuni casertani di Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta.
Tra gli episodi contestati anche la violenza sessuale ai danni di una donna con problemi psichici. I militari hanno arrestato e condotto in carcere su ordine del gip del tribunale di Napoli Nord il gestore delle strutture, Salvatore Leccia, e posto ai domiciliari la legale rappresentante, un’educatrice e un operatore socio-sanitario, mentre un’altra educatrice è stata raggiunta dal divieto di dimora.
Le indagini sono partite dopo diversi sopralluoghi nelle cinque strutture da parte dei carabinieri della compagnia di Casal di Principe guidati dal capitano Marco Busetto in collaborazione con i militari del Nas, da cui sono emerse diverse criticità che hanno portato il gestore a chiuderne quattro nei mesi scorsi, lasciando aperta solo quella situata a Casapesenna. Delle cinque strutture una accoglieva minori affidati dal tribunale, le altre ospitavano persone adulte con disabilità.
Tra gli episodi contestati anche la violenza sessuale ai danni di una donna con problemi psichici. I militari hanno arrestato e condotto in carcere su ordine del gip del tribunale di Napoli Nord il gestore delle strutture, Salvatore Leccia, e posto ai domiciliari la legale rappresentante, un’educatrice e un operatore socio-sanitario, mentre un’altra educatrice è stata raggiunta dal divieto di dimora.
Le indagini sono partite dopo diversi sopralluoghi nelle cinque strutture da parte dei carabinieri della compagnia di Casal di Principe guidati dal capitano Marco Busetto in collaborazione con i militari del Nas, da cui sono emerse diverse criticità che hanno portato il gestore a chiuderne quattro nei mesi scorsi, lasciando aperta solo quella situata a Casapesenna. Delle cinque strutture una accoglieva minori affidati dal tribunale, le altre ospitavano persone adulte con disabilità.
La violenza sessuale è contestata in particolare all’operatore socio sanitario e al gestore in concorso; la vittima è una paziente accolta in una delle strutture, e la violenze si sarebbero consumate all’esterno del centro, quando la donna usciva sulla base dei permessi. Dai successivi approfondimenti investigativi coordinati dalla procura di Napoli Nord, è quindi emerso un sistema che coinvolgeva tutte le strutture di Leccia, e in cui gli ospiti venivano maltrattati costantemente, fossero essi minori con problemi psichici affidati dal tribunale o adulti disabili. Per contenere i costi di gestione delle strutture, gli ospiti venivano privati di acqua calda e riscaldamento, e inoltre venivano accolti quegli ospiti facoltosi e con patologie più controllabili, a scapito dei casi più complessi specie se riguardavano persone indigenti. Nel caso della struttura che accoglieva minori affidati dal tribunale, i carabinieri hanno accertato anche la falsificazione delle relazioni periodiche inviate al tribunale per la proroga, il trasferimento o l’inserimento dei minori in progetti terapeutici.




















