A Cifre alla mano, «per tabulas», l’ex sindaco Gianluca Festa, affiancato dai gruppi consiliari di opposizione a lui vicini, in conferenza stampa ha annunciato un maxi emendamento che sarà presentato nel Consiglio comunale di domani contro il paventato aumento della TARI. (CLICCA QUI PER LEGGERE IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO DEL COMUNE DI AVELLINO)
Un rincaro che per l’ex primo cittadino non trova alcuna giustificazione nei costi del servizio di gestione, ma risiederebbe interamente nelle scelte finanziarie dell’amministrazione guidata dal sindaco Nello Pizza.
Rispondendo a chi si chiede dove siano finiti i benefici economici promessi dalla sua amministrazione con il passaggio del servizio di igiene urbana da Irpiniambiente alla società Grande Srl (e poi alla consorziata De Vizia), Festa rivendica con forza i numeri dell’operazione: «Abbiamo dimostrato che dal passaggio a Grande c’è stato un risparmio di ben 1.400.000 euro all’anno, destinato a durare per 15 anni. Il tema vero non è il costo del servizio, ma l’aumento dei costi interni del Comune, schizzati di circa 3 milioni di euro con un rincaro applicato del 30%. È lì che bisogna intervenire.»
Il vero punto critico sollevato dall’opposizione risiede nel capitolo di bilancio destinato agli accantonamenti finanziari (Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità), arrivati a quota 2 milioni di euro, una cifra definita da Festa come un vero e proprio «escamotage finanziario».
Per questo motivo, Festa ha annunciato la presentazione di un emendamento per chiedere la rimozione di quelle somme e contenere i rincari: “Avellino registra una percentuale di pagamento puntuale del tributo superiore all’80% grazie alla serietà dei cittadini. Quindi eliminare la quota massima di accantonamento del 60%: Gli avellinesi hanno dimostrato di meritare il costo serio e reale del servizio, non quello aumentato dall’amministrazione.»
Infine, Festa ha respinto la tesi della maggioranza, secondo cui la tariffa salirebbe a causa del calo della raccolta differenziata (attualmente scesa sotto la soglia del 65%).
Snocciolando i numeri, l’ex sindaco ha precisato che la percentuale si è attestata intorno al 63% sia nel 2023 (ultimo anno con Irpiniambiente) che nel 2024 (con De Vizia), dimostrando che non è questo il fattore che incide sull’aumento TARI. Per risalire subito la china, la soluzione secondo Festa è facilissima: «L’isola ecologica è stata chiusa. Basterebbe un’ordinanza firmata domani dal sindaco Pizza — come ho fatto io stesso in passato — per riaprirla subito. Questo singolo atto ci farebbe guadagnare tre punti percentuali di differenziata. Gli chiediamo di farlo subito, anche se il vero problema della tariffa restano i 2 milioni di accantonamenti esagerati»




















