La Piattaforma Logistica di Valle Ufita è tornata al centro del dibatttito, o piuttosto dello scontro politico, puntale come il sole di luglio.
Parliamo dell’’intervento che prevede la realizzazione di un nuovo Terminal merci in prossimità della futura stazione di Hirpinia, in corso di realizzazione in altro appalto. Il nuovo Hub con configurazione “di testa” consisterà in un piazzale appositamente adibito per il traffico merci a servizio di Valle Ufita e delle zone limitrofe, Un’opera che punta a garantire il trasporto intermodale in relazione alla densità di imprese presenti nell’area, creerà condizioni favorevoli per lo sviluppo industriale dell’area nonché per quello dell’intera Regione Campania. Inoltre, sarà favorito lo shift modale ferro – gomma per il trasporto delle merci nel mezzogiorno, a vantaggio del vettore ferroviario.
A riaccendere la polemica è la voce di un presunto definanziamento o spostamento di circa 140 milioni di euro destinati all’hub strategico a ridosso della Stazione Hirpinia della linea Alta Velocità Napoli-Bari. Attorno a questo paventato rischio si sono rapidamente schierati i due opposti schieramenti, ciascuno con la propria narrazione.
Da un lato, gli esponenti del centrodestra hanno sollevato l’allarme parlando di una scelta gravissima per il territorio. Secondo l’opposizione, l’eventuale revoca o definanziamento delle risorse tradirebbe gli impegni assunti verso le aree interne del Mezzogiorno, vanificando le prospettive di sviluppo industriale e occupazionale dell’Irpinia e smentendo le promesse elettorali della giunta regionale. Per questo motivo, il centrodestra pretende atti certi e un cronoprogramma vincolante, rifiutando quelle che ritiene semplici rassicurazioni di facciata.
Dall’altro lato, i rappresentanti del centrosinistra e del Partito Democratico respingono con forza le accuse, liquidando l’allarme come mera propaganda. La linea della maggioranza regionale è che non ci sia stato alcun taglio: i fondi rimangono confermati e garantiti dalla Regione Campania. Trattandosi di fondi FESR, la copertura finanziaria viene semplicemente modulata e ripartita tra le diverse annualità della programmazione europea per adeguarla ai reali tempi di progettazione gestiti da Rete Ferroviaria Italiana ed evitare il disimpegno delle risorse. Il PD ricorda inoltre che fu proprio il Governo centrale a stralciare originariamente l’opera dal PNRR, costringendo la Regione a farsi carico del suo recupero tramite i fondi europei.
A guardare l’intera vicenda con un minimo di distacco, però, la sensazione netta è che ci si trovi davanti alle solite chiacchiere politiche di stagione. Da una parte l’opposizione soffia sul fuoco di un presunto disastro per incassare un punto polemico e addebitare le storiche lungaggini burocratiche all’avversario. Dall’altra la maggioranza si rifugia nei bizantinismi dei bilanci europei, dove ogni scorrimento tecnico di capitolo di spesa viene venduto come un successo o usato per accusare gli altri di procurato allarme.
La realtà vera è che la Piattaforma Logistica è un’opera complessa vincolata a gare, iter autorizzativi e tempi tecnici di RFI, e i soldi sulla carta vanno e vengono per sole esigenze di cassa. Finché non vedremo i cantieri aperti o, al contrario, un decreto ufficiale che cancella il progetto, tutto il resto è solo fumo per riempire le pagine dei giornali locali.



















