Il 27 luglio un’ordinanza del sindaco di San Cipriano d’Aversa aveva ordinato la cessazione immediata delle attività e la chiusura della struttura, dedicata all’inclusione sociale e alla riabilitazione di soggetti fragili affetti da patologie psichiatriche e dipendenze. Ma il Tar Campania (quinta sezione) ha sospeso il provvedimento, accogliendo l’istanza cautelare della cooperativa sociale (difesa dall’avvocato Mario Caliendo).
Si rileva infatti che “allo stato non risulta che – recita il decreto del tribunale – l’Amministrazione sanitaria e quella comunale abbia dato specifiche disposizioni in ordine al ricollocamento degli ospiti della struttura”. Si ritiene pertanto che, “in assenza di certa nuova collocazione appare preferibile che i gli ospiti presenti in struttura non siano spostati dal luogo in cui si trovano fino a nuove disposizioni in merito”. Per la trattazione collegiale, è stata fissata la camera di consiglio dell’8 settembre prossimo. L
L’ordinanza del comune casertano “si basava su un rapido sopralluogo (durato meno di trenta minuti) che – sostiene una nota del difensore della coop – aveva ipotizzato presunte carenze igienico-sanitarie, incompletezza documentale e, soprattutto, l’assenza di un’autorizzazione al funzionamento, confondendo peraltro” la società con una “precedente gestione”. Nel contestare il merito del provvedimento appellato, il legale rivendica la “insussistenza del degrado”, nonché la “inesistenza dell’obbligo di autorizzazione“, richiedendo questi servizi “unicamente la presentazione di una S.c.i.a”. “Il Tar – conclude la nota – ha quindi bloccato l’esecuzione della chiusura, tutelando la dignità dei pazienti”.



















