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Prosegue lo sciame sismico in corso da ieri ai Campi Flegrei. Dopo la scossa di magnitudo 4.7, la più forte degli ultimi quarant’anni, registrata alle 19.46 di ieri, i sismografi hanno rilevato una sessantina di terremoti nell’area del bradisismo, quasi tutti di lieve intensità.

La scossa più forte delle ultime ore, di magnitudo 3.1, si è verificata alle 5.47 ed è stata distintamente avvertita dalla popolazione, nei Comuni di Pozzuoli e Bacoli ma anche in diversi quartieri napoletani.

Bacoli

“C’è forte preoccupazione tra i cittadini. Ci sono stati a Bacoli cedimenti a costoni e ad intonaci di palazzi e fabbricati. E tanta paura della popolazione. Dai controlli effettuati sul territorio, in sinergia con le forze dell’ordine, non si sono riscontrate case inagibili. E nessun cittadino è stato sgomberato. Non abbiamo avuto feriti”. E’ il punto della situazione fatto dal sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, sulle conseguenze dello sciame sismico nel suo comune.

“Continueremo ora con il monitoraggio ai costoni in mare, in sinergia con la Capitaneria di Porto. Ed alle scuole. Mi rendo conto che non è semplice. E capisco le paure di tutti. Ma dobbiamo fare quadrato. E uscirne, tutti uniti. Ve lo prometto. Noi daremo il massimo. E pretenderemo che tutti lo facciano. Perché i Campi Flegrei meritano risposte. Insieme, è l’unica strada. Un passo alla volta”, conclude. 

Notte fuori casa

Tantissimi, a Pozzuoli e nella periferia occidentale di Napoli, hanno scelto di trascorrere la notte fuori casa dopo la scossa di magnitudo 4.7 che ha seminato danni e paura nei Campi Flegrei. Il Comune di Napoli e quello di Pozzuoli hanno attivato le aree di accoglienza di via Terracina e del Palatrincone cui si sono rivolte decine di famiglie; molti invece hanno preferito dormire nelle proprie auto o presso familiari e amici.

“Impossibile trascorrere la notte in casa dopo il terrore di ieri – racconta Antonio, 70 anni, residente nella zona di Agnano – la scossa è stata fortissima e interminabile, non riuscivo nemmeno ad aprire la porta dell’appartamento che si era incastrata. Siamo abituati da anni a convivere con il bradisismo, ma non a questi livelli e con questo rischio. C’è davvero da chiedersi quanto possano resistere le nostre case a sollecitazioni di questo tipo”.