Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Sergio Tia, il 42enne originario di Napoli e da tempo residente ad Avellino, trovato senza vita nella sua abitazione di viale Italia. La Procura ha disposto l’esame sul corpo, trasferito all’obitorio dell’ospedale Moscati, mentre proseguono gli accertamenti della Polizia. A lanciare l’allarme è stato il padre dell’uomo, avvisato dalla moglie e dai colleghi, preoccupati perché Sergio non si era presentato al lavoro e non rispondeva alle telefonate. Una volta entrato nell’appartamento, lo ha trovato a terra, nel corridoio vicino all’ingresso, in una pozza di sangue.
Sul posto sono intervenuti il procuratore facente funzioni Francesco Raffaele, il pubblico ministero Francesco Santosuosso, il capo della Squadra Mobile Antonio Concas e gli agenti della Polizia Scientifica. Il medico legale Elena Piciocchi avrebbe riscontrato una ferita alla testa. Nell’abitazione sarebbero stati trovati anche alcuni oggetti caduti a terra, elementi sui quali gli investigatori stanno cercando di fare piena luce.
La porta dell’appartamento risultava socchiusa. La moglie, al momento della tragedia, si trovava fuori città insieme al figlio. Gli inquirenti stanno ascoltando familiari, conoscenti e persone vicine al 42enne per ricostruire con precisione le sue ultime ore.
L’appartamento, l’automobile e gli effetti personali dell’uomo, che lavorava come consulente presso un’agenzia interinale, sono stati sottoposti a sequestro. La pista di un improvviso malore seguito da una caduta resta al momento tra le ipotesi considerate, ma nessuna possibilità viene esclusa. Le risposte decisive sono attese dall’autopsia.
Il mistero della morte di Sergio, 42enne trovato senza vita in casa















