Una vita attraversando la storia politica del Sannio, della Campania e dell’Italia. È morto Roberto Costanzo, storico esponente della Democrazia Cristiana e protagonista per oltre mezzo secolo della vita pubblica beneventana.
Nato a San Marco dei Cavoti il 27 novembre 1929, laureato in Scienze sociali, Costanzo mosse i primi passi nelle istituzioni locali fino all’elezione, nel 1964, nel Consiglio provinciale di Benevento. Con la nascita delle Regioni, nel 1970, divenne il primo assessore all’Agricoltura della Regione Campania, incarico ricoperto fino al 1975.
Il suo percorso politico lo portò successivamente in Europa. Nel 1979 venne eletto per la prima volta al Parlamento europeo nelle liste della Democrazia Cristiana e fu riconfermato nel 1984, restando a Strasburgo fino al 1989. Durante l’esperienza europea ricoprì incarichi di rilievo: fu vicepresidente della Commissione per la politica regionale e l’assetto territoriale e successivamente presidente della Delegazione per le relazioni con il Canada.
Ma è soprattutto con il Sannio che Costanzo mantenne un rapporto strettissimo. Dal 1991 al 2004 guidò la Camera di Commercio di Benevento, continuando a dedicare una parte importante della propria attività alla promozione dell’agricoltura e del sistema produttivo locale. Fu dirigente provinciale e nazionale di Coldiretti e presidente nazionale di Terranostra.
Giornalista pubblicista e saggista, negli anni non aveva mai smesso di intervenire nel dibattito pubblico, affidando anche ai libri riflessioni sulla politica, sull’Europa, sull’agricoltura e sulle trasformazioni del territorio.
Ancora nel 2025 aveva pubblicato, insieme ad Antonio Coletta, “50 anni di Democrazia Cristiana nel Sannio”, quasi un ultimo viaggio nella storia politica di cui egli stesso era stato protagonista e testimone.
Con Roberto Costanzo scompare dunque uno degli ultimi grandi interpreti di una stagione politica che ha segnato profondamente il secondo Novecento sannita: un uomo delle istituzioni che dalla provincia di Benevento arrivò fino al Parlamento europeo, senza interrompere il rapporto con la sua terra.

















